La California prova a riaprire le porte al nucleare. Il disegno di legge AB 305, presentato all’Assemblea statale a gennaio 2025 dal deputato Juaquin Arambula, punta a esentare i piccoli reattori modulari dalla moratoria sul nucleare civile in vigore nello Stato dal 1976. La proposta, se approvata, permetterebbe la costruzione e l’esercizio di reattori con capacità fino a 300 megawatt per unità, oggi esclusi per legge da qualsiasi iter autorizzativo.
La moratoria californiana affonda le radici nel Nuclear Safeguards Act del 1976, che vieta la certificazione di nuovi impianti a fissione nucleare finché non esista una tecnologia dimostrata per lo smaltimento permanente delle scorie ad alta attività. Cinquant’anni dopo, quella norma blocca anche i progetti di nuova generazione, compresi gli SMR che l’industria e diversi governi statali negli Stati Uniti stanno già valutando attivamente. L’AB 305 propone di scindere questa categoria di impianti dal divieto generale, aprendo uno spazio normativo specifico per i reattori di piccola taglia.
Non è il primo tentativo. Un precedente disegno di legge, l’Assembly Bill 65, aveva già cercato di creare un’esenzione analoga per gli SMR, senza riuscire ad avanzare nel percorso legislativo. Prima ancora, proposte simili erano state bocciate in commissione. Il pattern si è ripetuto anche con l’AB 305: la proposta è arrivata in commissione, ma è stata ridimensionata a uno studio di fattibilità, rimandando la decisione reale. Un approccio che i sostenitori del nucleare definiscono apertamente come “paralisi da analisi”.
Lo studio richiesto riguarderebbe l’impatto dell’ammissione degli SMR sul sistema energetico californiano, con attenzione a affidabilità, costi per i consumatori e benefici in termini di decarbonizzazione. La California Public Utilities Commission dovrebbe consegnare i risultati al legislativo entro il 1° gennaio 2027. Nel frattempo, il dibattito politico si mantiene aperto. Il governatore Gavin Newsom ha dichiarato attraverso il suo ufficio di mantenere interesse verso le tecnologie nucleari emergenti, a condizione che soddisfino criteri precisi di sicurezza, costo e impatto ambientale. Il senatore Josh Becker, presidente della commissione energia del Senato, ha indicato che nessuna soluzione a basse emissioni può essere esclusa a priori dalla discussione sul clima.
Il contesto nazionale pesa sulla vicenda californiana. Diversi stati americani hanno già abolito o allentato le proprie moratorie sul nucleare, aprendo la strada a nuovi impianti. Nel frattempo la domanda di elettricità continua a salire, trainata in parte dalla crescita dei data center legati all’intelligenza artificiale. La California importa già quote significative di energia da altri stati e dal Canada, una dipendenza che alimenta il ragionamento dei favorevoli al nucleare locale.
Il percorso dell’AB 305 — trasformato in studio invece che in legge — dice qualcosa di preciso sullo stato del dibattito in California. La moratoria del 1976 resta in piedi, ma per la prima volta da anni il tema degli SMR è entrato stabilmente nell’agenda legislativa statale. Se lo studio richiesto produrrà dati favorevoli entro il 2027, le condizioni politiche per un nuovo tentativo legislativo potrebbero essere molto diverse da quelle di oggi.




