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Il Kenya completa la missione IAEA ARTEMIS sulla gestione dei rifiuti radioattivi

Una squadra di esperti dell’IAEA ha concluso la missione ARTEMIS in Kenya e ha consegnato le raccomandazioni all’autorità nucleare KNRA. Il governo chiede un piano di attuazione mentre il Paese prepara il primo reattore di ricerca e valuta il nucleare per la produzione elettrica.

Il Kenya completa la missione IAEA ARTEMIS sulla gestione dei rifiuti radioattivi

Il Kenya ha concluso la missione ARTEMIS dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (IAEA), una revisione internazionale dei sistemi nazionali per la gestione dei rifiuti radioattivi e del combustibile esaurito. Gli esperti hanno lavorato per giorni sul campo e hanno poi consegnato le loro raccomandazioni alle autorità di Nairobi, mentre il Paese porta avanti i piani per introdurre l’energia nucleare nel proprio mix energetico.

La consegna dei risultati è avvenuta tra la rappresentante dell’IAEA Anna Clarke e James Keter, direttore generale della Kenya Nuclear Regulatory Authority (KNRA). La missione ha valutato anche le attività di disattivazione e bonifica. Il governo ha accolto il rapporto e ha chiesto un piano di attuazione completo, che trasformi le indicazioni degli esperti in misure pratiche.

Il passaggio rientra nel percorso che l’IAEA chiama Milestones. Il Kenya si trova nella fase 2: prepara leggi, istituzioni e sistemi di sicurezza, ma non sta ancora costruendo una centrale. Al termine di questa fase il Paese dovrà decidere con tutti gli elementi se procedere con un programma nucleare per la produzione di elettricità. Il tema dei rifiuti è uno dei 19 aspetti infrastrutturali che l’IAEA esamina in questo percorso, e prevede la valutazione delle opzioni di trattamento, stoccaggio e smaltimento per ogni tipologia di rifiuto.

Il Kenya ha già superato altre tappe di verifica. Nell’ottobre 2025 una missione IRRS ha esaminato il quadro normativo e ha riscontrato un forte impegno sulla sicurezza nucleare e radiologica, con indicazioni per sviluppare una politica nazionale in linea con gli standard IAEA. Un’altra missione, la IPPAS, ha valutato la sicurezza fisica dei materiali radioattivi, visitando otto strutture tra cui l’impianto centrale di trattamento dei rifiuti radioattivi. Il Paese ha inoltre aderito all’obiettivo Net Zero Nuclear di triplicare la capacità nucleare mondiale, sottoscritto alla COP29.

Sul piano concreto, il Kenya sta preparando il suo primo reattore di ricerca, destinato a formazione, ricerca e applicazioni mediche. Secondo la stampa locale, il progetto è stimato in 36,7 miliardi di scellini kenioti e un’altra revisione IAEA sta esaminando le infrastrutture, dalla sicurezza alla selezione del sito. L’agenzia NuPEA ha creato un dipartimento dedicato al reattore per costruire la futura organizzazione operativa.

Se il piano di attuazione verrà approvato in tempi brevi, il Kenya potrà presentarsi alle prossime revisioni con una strategia sui rifiuti già definita. Sarebbe un requisito utile per attrarre partner tecnologici e finanziatori, quando il Paese dovrà scegliere se e come passare dal reattore di ricerca alla prima centrale elettrica.

Tag: Radioattività Scorie radioattive Uranio

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