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Il reattore BEST di Hefei entra in fase di assemblaggio: completato oltre il 50%

Il complesso del tokamak a fusione BEST di Hefei è stato ufficialmente consegnato e messo in operazione: più della metà delle componenti principali è già assemblata. Il progetto cinese punta a produrre energia netta dalla fusione nucleare entro il 2030.

Il reattore BEST di Hefei entra in fase di assemblaggio: completato oltre il 50%

Il cantiere di Hefei, nella provincia cinese dell’Anhui, ha raggiunto un traguardo concreto: il complesso del Burning Plasma Experimental Superconducting Tokamak, noto come BEST, è stato ufficialmente consegnato e messo in operazione. Da luglio, le componenti chiave del dispositivo sono state consegnate al sito e l’assemblaggio ha superato la metà del lavoro pianificato. Non è un annuncio sulla carta — i tecnici lavorano sul reattore fisicamente, pezzo dopo pezzo.

BEST è un tokamak superconduttore compatto, progettato per replicare il processo di fusione nucleare che alimenta il Sole. L’obiettivo dichiarato: raggiungere un plasma bruciante — una condizione in cui la reazione si autosostiene grazie al calore che essa stessa genera, senza bisogno di energia esterna continua. È questo il salto qualitativo che separa i laboratori attuali da una centrale a fusione reale. Il dispositivo condurrà esperimenti con plasma di deuterio e trizio, puntando a una potenza di fusione tra i 20 e i 200 megawatt e a un guadagno energetico netto. I primi test con produzione di energia sono attesi per il 2030.

Il progetto si costruisce sui risultati del predecessore EAST, l’altro tokamak cinese operativo a Hefei dal 2006. A gennaio 2025, EAST ha stabilito un primato mondiale mantenendo il plasma a 100 milioni di gradi Celsius per 1.066 secondi consecutivi. Quell’esperienza operativa alimenta direttamente la progettazione di BEST. I ricercatori dell’Istituto di Fisica dei Plasmi dell’Accademia Cinese delle Scienze (ASIPP) hanno completato questa estate i test su due grandi magneti superconduttori destinati al nuovo reattore, verificando che i sistemi elettrici funzionino sotto carico. La base del criostato — una delle componenti strutturali più delicate — è stata prodotta e installata con successo già a ottobre 2024.

La dimensione internazionale del progetto è cresciuta in modo significativo. A novembre 2025, l’Accademia Cinese delle Scienze ha lanciato il programma scientifico internazionale per la ricerca sul plasma bruciante, aprendo le piattaforme di fusione cinesi — incluso BEST — alla comunità scientifica globale. Scienziati di oltre dieci paesi, tra cui Francia, Regno Unito, Germania e Italia, hanno firmato la Dichiarazione di Fusione di Hefei, che promuove condivisione aperta e cooperazione nella ricerca. È una mossa che trasforma BEST da progetto nazionale a infrastruttura di riferimento per la fusione mondiale.

Parallelamente all’iniziativa pubblica, la società privata ENN Group ha annunciato un proprio risultato con il dispositivo sferico EXL-50U: oltre 100 milioni di reazioni di fusione al secondo, usando un mix alternativo di idrogeno e boro-11 al posto del deuterio-trizio convenzionale. È la prima volta che un’azienda privata raggiunge quel tasso di reazione con hardware proprietario. La coesistenza di programmi pubblici e privati nella fusione cinese è un segnale di maturità del settore, non solo un’anomalia.

Con il completamento di BEST previsto entro la fine del 2027, la Cina si posiziona come il paese più avanzato nel percorso verso la fusione commerciale. Se i test del 2030 confermeranno il guadagno energetico netto, il tokamak di Hefei potrebbe diventare il primo dispositivo nella storia a generare elettricità dalla fusione nucleare in modo dimostrabile e misurabile. Il resto del mondo osserva — e alcuni paesi hanno già scelto di partecipare.

Tag: Transizione energetica

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