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Wright annuncia nuove centrali nucleari USA e 17,5 miliardi per 10 reattori

Il Segretario all’Energia americano Chris Wright ha dichiarato che nuove centrali nucleari saranno presto in costruzione negli Stati Uniti, con finanziamenti da 17,5 miliardi di dollari già stanziati per 10 grandi reattori. L’amministrazione Trump punta a decine di impianti attivi entro fine mandato.

Wright annuncia nuove centrali nucleari USA e 17,5 miliardi per 10 reattori

Il Segretario all’Energia americano Chris Wright ha messo il nucleare al centro della strategia energetica dell’amministrazione Trump con una chiarezza che non lascia spazio a interpretazioni. “L’unico modo per rendere l’America migliore è aggiungere energia”, ha dichiarato il 27 settembre 2026, illustrando un piano che include il riavvio di impianti chiusi e la costruzione di nuovi reattori su scala industriale.

Il passo più significativo è arrivato il 23 giugno 2026, quando il Dipartimento dell’Energia ha annunciato finanziamenti per 17,5 miliardi di dollari destinati ad accelerare la realizzazione di 10 nuovi reattori commerciali di grande taglia. I prestiti, pari a 3,5 miliardi per ciascuno dei cinque progetti a doppio reattore, si affiancheranno a circa 5 miliardi di equity complessivi da parte di utilities e Westinghouse. Le centrali potrebbero iniziare la costruzione entro il 2030 ed entrare in esercizio a metà degli anni Trenta. Wright ha spiegato che costruire in volume e su siti multipli servirà a consolidare una filiera industriale robusta e ad accumulare esperienza costruttiva, con l’obiettivo esplicito di abbattere tempi e costi rispetto al progetto Vogtle.

Parallelamente, l’amministrazione sta portando avanti il riavvio di impianti spenti prima del tempo. Palisades, in Michigan, ha ricevuto 100,45 milioni di dollari dal DOE ed è destinata a diventare il primo reattore commerciale negli Stati Uniti a tornare in servizio dopo la chiusura. In Pennsylvania, il Crane Clean Energy Center — già noto come Three Mile Island — è atteso in linea entro il 2027 per alimentare i data center di Microsoft. A New York, Wright ha pubblicamente sostenuto il riavvio di Indian Point, chiusa nel 2021, citando i costi dell’elettricità tra i più alti del paese come conseguenza diretta di quella scelta.

Sul fronte della capacità aggiuntiva a breve termine, il programma UPRISE — lanciato a marzo 2026 dall’Office of Nuclear Energy — punta ad aggiungere 2,5 GW di capacità nucleare entro il 2027 e 5 GW entro il 2029. Il Dipartimento dell’Energia ha anche avviato un programma pilota per accelerare lo sviluppo di microreattori avanzati, con l’obiettivo di avere almeno tre reattori di nuova generazione operativi. Il 24 luglio 2026, l’amministrazione ha celebrato il raggiungimento dell’obiettivo fissato dall’ordine esecutivo di Trump del maggio 2025: tre reattori test avanzati portati a criticità entro il 4 luglio.

La domanda che spinge tutto questo è quella dei data center legati all’intelligenza artificiale. Wright ha indicato un fabbisogno potenziale di decine, forse centinaia di gigawatt di nuova capacità elettrica per sostenere la reindustrializzazione americana e rispondere alla crescita dei consumi digitali. Due terzi degli americani sostengono oggi l’energia nucleare, con un consenso particolarmente alto tra gli under 40. Se i piani reggono — la filiera, i permessi, i capitali — il sistema nucleare statunitense potrebbe uscire dal prossimo decennio profondamente trasformato rispetto a quello rimasto fermo per trent’anni.

Tag: Sicurezza energetica Transizione energetica

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