Home Politica e Regolamentazione India punta a 100 GW nucleare…
Politica e Regolamentazione

India punta a 100 GW nucleare entro il 2047: Modi annuncia 5 nuovi reattori

Dal Forte Rosso di Nuova Delhi, il premier Narendra Modi ha fissato l’obiettivo di 100 GW di capacità nucleare entro il 2047 e ha annunciato l’avvio di cinque nuovi reattori entro la fine del decennio. La legge SHANTI Act apre il settore ai privati e ridisegna il quadro normativo dell’energia atomica indiana.

India punta a 100 GW nucleare entro il 2047: Modi annuncia 5 nuovi reattori

Dal Forte Rosso di Nuova Delhi, davanti alla nazione riunita per l’80° anniversario dell’Indipendenza, il premier Narendra Modi ha fissato un traguardo preciso: 100 GW di capacità nucleare entro il 2047, anno in cui l’India celebrerà il centenario dell’indipendenza. Nel discorso di circa 76 minuti, il nucleare ha occupato un posto centrale insieme ai semiconduttori e alla sicurezza energetica, con l’annuncio dell’avvio di cinque nuovi reattori entro la fine di questo decennio.

Il punto di partenza è distante dall’obiettivo. La capacità nucleare installata oggi si attesta intorno agli 8,78 GW, meno di un decimo del target dichiarato. Modi lo sa, e il piano non si limita alle intenzioni. I cinque reattori annunciati entreranno in funzione nei prossimi sei-sette anni, mentre le proiezioni governative indicano una capacità di circa 22 GW già entro il 2031-32, grazie ai reattori da 700 MW di progettazione indigena e ai progetti in cooperazione internazionale. La strada verso i 100 GW richiederà quindi un’espansione sostenuta per vent’anni, sia per numero che per scala degli impianti.

Due elementi concreti reggono l’annuncio. Il primo è la SHANTI Act — Sustainable Harnessing and Advancement of Nuclear Energy for Transforming India Act — approvata dal Parlamento nel dicembre 2025. La legge modernizza il quadro normativo del settore nucleare civile, apre spazi alla partecipazione privata sotto supervisione regolatoria e limita la responsabilità dei fornitori di equipaggiamento, rimuovendo uno dei principali ostacoli agli investimenti stranieri. Il secondo è il traguardo tecnico raggiunto ad aprile 2026: il Prototipo di Reattore Fast Breeder (PFBR) da 500 MWe di Kalpakkam, Tamil Nadu, ha raggiunto la prima criticità, confermando la padronanza indiana della tecnologia dei reattori veloci autofertilizzanti. Modi lo ha definito un passo decisivo verso l’autonomia nel ciclo del combustibile nucleare.

Il contesto in cui si inserisce questo piano è quello della crescita esplosiva della domanda elettrica indiana. Il premier ha citato esplicitamente l’espansione dell’intelligenza artificiale, la produzione di chip e i data center come fattori che rendono imprescindibile una fonte di generazione stabile e a basse emissioni. La capacità solare è salita da 2 GW nel 2014 a 160 GW oggi, ma il nucleare offre qualcosa che le fonti intermittenti non possono garantire: carico di base continuo. Con la SHANTI Act, aziende private come Tata e Reliance Industries possono ora investire in progetti di energia atomica, aprendo canali di finanziamento che il solo settore pubblico non avrebbe potuto attivare.

Se il percorso traccerà una linea retta fino al 2047, l’India diventerà uno dei maggiori mercati nucleari al mondo. La padronanza del ciclo del combustibile attraverso i reattori veloci, l’apertura ai privati e la presenza di una base industriale in espansione sono condizioni che esistono raramente insieme. Gli anni dalla prima criticità del PFBR all’entrata in funzione dei cinque nuovi reattori diranno se l’architettura costruita con la SHANTI Act regge al test della realizzazione.

Tag: Sicurezza energetica Transizione energetica

Articoli simili