Gli investimenti globali nell’energia nucleare hanno già raddoppiato i livelli del 2019, con il capitale che scorre verso reattori, combustibile, arricchimento e startup a una velocità che pochi osservatori avevano previsto. Secondo i dati più recenti dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA), la spesa annua ha raggiunto circa 75 miliardi di dollari nel 2024, rispetto a una media di 50 miliardi registrata tra il 2017 e il 2023. L’IEA indica una cifra ancora più alta: gli investimenti hanno superato gli 80 miliardi di dollari, con quasi 80 gigawatt di nuova capacità in costruzione.
La crescita non si ferma ai grandi cantieri. Gli investimenti di venture capital nelle startup della fissione nucleare di nuova generazione hanno toccato 3,5 miliardi di dollari nel 2025, più del doppio del precedente record registrato nel 2022, secondo i dati di PitchBook. Due mosse recenti sintetizzano bene il clima del settore: Newcleo ha raccolto quasi 250 milioni di dollari quotandosi al Nasdaq, mentre Westinghouse si avvicina a un’offerta pubblica iniziale valutata oltre 50 miliardi. Segnali concreti, non aspirazioni.
Dietro questo movimento ci sono tre spinte distinte. La prima è la domanda dei data center, che cercano energia pulita e costante: i reattori modulari di piccola taglia, i cosiddetti SMR, sono candidati diretti a soddisfarla. La seconda è la pressione degli obiettivi climatici: quasi 40 paesi hanno firmato l’impegno a triplicare la capacità nucleare globale entro il 2050. La terza è la sicurezza energetica, fattore che ha riportato il nucleare al centro delle agende governative dopo anni di marginalizzazione. L’IEA stima che, nel solo 2024, siano stati presi decisioni finali di investimento su oltre 8 gigawatt di nuova capacità nucleare.
La Cina guida la classifica per volumi assoluti, con 17,7 miliardi di dollari investiti nel 2024. Il paese gestisce 55 reattori operativi e ne ha altri 23 in costruzione, il programma di espansione più aggressivo al mondo. Ma l’interesse si sta allargando geograficamente: l’Africa, fino a pochi anni fa assente dal panorama nucleare, sta attrezzandosi con nuovi progetti. Le Filippine cercano partnership con Singapore sull’energia dell’atomo. L’Australia discute l’abrogazione dei divieti legislativi sul nucleare civile. Il Kenya lavora attivamente al suo primo impianto. La geografia del nucleare si sta ridisegnando.
Per triplicare la capacità mondiale dai 403 gigawatt attuali a 1.446 gigawatt entro il 2050, la World Nuclear Association calcola un fabbisogno totale di 6 trilioni di dollari, pari a circa 250 miliardi l’anno di investimenti. È una cifra grande. Ma i numeri mostrano già una traiettoria coerente con quell’obiettivo: l’accordo tra Banca Mondiale e IAEA firmato nel giugno 2025 ha aperto le porte a nuovi meccanismi di finanziamento misto e di condivisione del rischio. Secondo il Fondo Monetario Internazionale, i moltiplicatori di investimento del nucleare sono sei volte superiori a quelli dei combustibili fossili e tre volte quelli delle rinnovabili nel breve periodo. I capitali seguono i rendimenti.




