Kyoto Fusioneering e Daido Steel hanno avviato un programma di sviluppo congiunto per stabilire una tecnologia di produzione industriale della lega di vanadio a bassa attivazione, uno dei tre materiali candidati per i blanket dei reattori a fusione. Il risultato iniziale è già concreto: i due partner hanno fuso e forgiato complessivamente 200 kg di vanadio ad alta purezza in barre tonde e piastre, avviando la valutazione congiunta delle tecnologie di lavorazione necessarie.
Il blanket è il componente interno al reattore che assorbe i neutroni generati dalla reazione di fusione, recupera il calore e produce il trizio usato come combustibile. Svilupparlo con materiali adeguati è uno degli ostacoli tecnici più difficili da superare sull’intera filiera della fusione. Tra i materiali candidati — acciai ferritico-martensitici a ridotta attivazione, carburo di silicio e lega di vanadio — quest’ultima sta ricevendo attenzione crescente da parte dei developer privati che puntano a blanket ad alta temperatura. Il suo vantaggio termico rispetto agli acciai RAFM è noto da tempo; il problema è sempre stato la producibilità industriale.
La lega V-4Cr-4Ti, la composizione di riferimento nel settore, presenta un’elevata affinità con elementi come carbonio, azoto e ossigeno, il che rende la fusione e la lavorazione particolarmente complesse. Fino ad oggi la produzione è rimasta confinata ai programmi di ricerca nazionali, senza mai fare il salto verso la filiera industriale. Con questo accordo, Kyoto Fusioneering sposta la produzione di vanadio ad alta purezza dalla scala da laboratorio a una catena di fornitura commerciale per acciai speciali, sfruttando le competenze consolidate di Daido Steel nello sviluppo e nella produzione di leghe avanzate.
Il percorso tecnico che ha portato a questo punto include anni di ricerca in collaborazione con il professor Takuya Nagasaka del National Institute for Fusion Science (NIFS), considerato uno dei maggiori esperti mondiali sulle leghe di vanadio per la fusione. Attraverso quella collaborazione, Kyoto Fusioneering ha definito le specifiche e i metodi di valutazione richiesti ai materiali strutturali per impianti a fusione. Daido Steel porta ora le proprie capacità manifatturiere su questa base consolidata.
Dal lato di Daido Steel, l’accordo si inserisce nel piano di medio termine 2026 dell’azienda, che ha indicato la neutralità carbonica entro il 2050 come priorità strategica e l’energia pulita come uno dei settori target. Il General Manager del centro di ricerca e sviluppo aziendale, Shigeki Ueta, ha dichiarato che stabilire una tecnologia di produzione di massa per la lega di vanadio rappresenta una sfida tecnica rilevante, ma che l’azienda intende contribuire concretamente alla realizzazione della fusione commerciale attraverso questo sviluppo.
Se la tecnologia di produzione verrà validata su scala industriale, il vanadio potrebbe diventare il materiale di riferimento per i blanket dei reattori a fusione privati di nuova generazione. Kyoto Fusioneering ha già stretto accordi analoghi con Kyocera per i materiali ceramici, costruendo pezzo per pezzo una filiera industriale che ancora non esiste. Il passo con Daido Steel riguarda uno dei nodi più difficili: portare un materiale noto ma mai prodotto in serie dentro una catena di fornitura reale.




