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Vortex Energy avvia uno studio su idrogeno e elio nel giacimento salino di Robinsons River

Vortex Energy Corp. ha incaricato Lonquist Field Service di condurre uno studio geologico per valutare il potenziale di idrogeno ed elio naturali nel suo progetto salino di Robinsons River, in Terranova e Labrador. L’analisi utilizzerà dati geologici, geofisici e di pozzo già disponibili per stabilire se giustifichino ulteriori esplorazioni.

Vortex Energy avvia uno studio su idrogeno e elio nel giacimento salino di Robinsons River

Vortex Energy Corp. ha commissionato a Lonquist Field Service (Canada) ULC uno studio geologico per valutare il potenziale di idrogeno ed elio naturali nel suo progetto salino di Robinsons River, situato nella provincia canadese di Terranova e Labrador. L’annuncio è arrivato il 5 ottobre 2026 e segna un’espansione delle attività della società oltre lo stoccaggio energetico tradizionale in caverne saline.

Lo studio è di tipo desktop: Lonquist esaminerà i dati geologici, geofisici e di pozzo già disponibili sul sito, confrontandoli con le condizioni attese per la generazione, la migrazione e l’intrappolamento di idrogeno e/o elio. Un approccio che permette di sfruttare il patrimonio informativo accumulato negli anni senza nuove campagne di perforazione costose o invasive. Al termine dell’analisi, Lonquist indicherà se vi siano le premesse per approfondire l’esplorazione e dove concentrare eventuali lavori successivi. Vortex Energy ha confermato che fornirà un aggiornamento pubblico dopo aver ricevuto e valutato i risultati.

Il progetto Robinsons River Salt Project copre 942 claims per un totale di circa 23.500 ettari, a una trentina di chilometri a sud della città di Stephenville. Nato con l’obiettivo di sviluppare caverne saline per lo stoccaggio di idrogeno ed energia compressa, il sito ha già attirato l’attenzione della comunità scientifica: nel 2023 Vortex aveva siglato un accordo di ricerca con l’Università di Alberta per studiare la fattibilità dello stoccaggio di idrogeno in sale domale, in quello che avrebbe potuto essere il primo test sul campo di questo tipo in Canada. La nuova indagine amplia ulteriormente la visione: all’idrogeno si aggiunge ora l’elio, una risorsa rara e strategica la cui domanda globale è in costante crescita.

L’idrogeno naturale — chiamato anche idrogeno geologico o idrogeno d’oro — è prodotto da reazioni chimiche che avvengono nel sottosuolo senza intervento industriale. A differenza dell’idrogeno verde ottenuto per elettrolisi, non richiede energia per essere generato e potrebbe rappresentare una fonte a basse emissioni disponibile direttamente dove si trova. L’elio, dal canto suo, è essenziale per applicazioni medicali, scientifiche e industriali di alta precisione, ed è ricavato quasi interamente come sottoprodotto del gas naturale. Individuare giacimenti indipendenti di elio è diventato un obiettivo strategico per diversi paesi. La scelta di Vortex di valutare entrambi i gas nello stesso progetto riflette una lettura attenta del mercato delle risorse energetiche e critiche.

Vortex Energy detiene inoltre la Fire Eye Uranium Property, nel Wollaston Domain del Saskatchewan settentrionale, regione nota per la concentrazione di depositi uraniferi. Il portafoglio dell’azienda copre quindi un arco di risorse che spazia dall’uranio — fondamentale per il nucleare — all’idrogeno e all’elio naturali, con una logica di diversificazione orientata alla transizione energetica. Se lo studio di Lonquist restituirà indicazioni favorevoli, Robinsons River potrebbe diventare uno dei siti più interessanti del Canada per la produzione e lo stoccaggio integrato di vettori energetici puliti. Le prossime settimane diranno se i dati già in mano all’azienda sono sufficienti a giustificare un passo avanti.

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