Lightbridge Corporation (Nasdaq: LTBR) ha annunciato la scomparsa dell’ambasciatore (a riposo) Thomas Graham Jr., morto all’età di 92 anni. Graham era stato il presidente esecutivo del consiglio di amministrazione dell’azienda dal 2009 al 2022, poi presidente fino al 2024, quando aveva ricevuto la nomina a Chairman Emeritus prima di ritirarsi definitivamente l’anno seguente.
La sua eredità in Lightbridge è tutt’altro che simbolica. Graham entrò in azienda nel 2009 con una convinzione precisa: che la tecnologia del combustibile nucleare avanzato potesse migliorare l’economia e la sicurezza del nucleare civile, rafforzando al tempo stesso la resistenza alla proliferazione. Questa tesi divenne la premessa fondante dell’intera strategia aziendale. Lightbridge sviluppa combustibili basati su tecnologia metallica ad alta densità di potenza, progettati per migliorare le prestazioni degli impianti esistenti e di nuova generazione, riducendo allo stesso tempo i rifiuti prodotti.
Prima di approdare al settore privato, Graham aveva trascorso quasi tre decenni al centro della diplomazia nucleare americana. Dal 1970 al 1997 partecipò a ogni negoziato internazionale sul controllo degli armamenti in cui furono coinvolti gli Stati Uniti: dai colloqui SALT ai trattati START I e START II, dal Trattato INF fino alla proroga indefinita del Trattato di Non Proliferazione nucleare, di cui fu protagonista diretto. Fu anche consigliere giuridico e direttore facente funzione dell’Agenzia statunitense per il controllo degli armamenti e il disarmo. Laureato a Princeton e con un dottorato in legge ad Harvard, Graham univa rigore diplomatico e visione strategica di lungo periodo.
Il suo impegno non si esaurì nel ruolo di presidente. Dal 2009 al 2016 fece parte del Consiglio consultivo internazionale degli Emirati Arabi Uniti per il programma nucleare civile, contribuendo a fissare standard elevati di sicurezza, trasparenza e non proliferazione per un paese che si affacciava per la prima volta su questa tecnologia. Fu co-presidente della Nuclear Energy and National Security Coalition dell’Atlantic Council. Scrisse quindici libri e oltre cento articoli scientifici, sostenendo con costanza che la diffusione del nucleare civile e la non proliferazione non erano obiettivi in conflitto, ma due facce della stessa medaglia.
Tra le sue opere figura il volume Seeing the Light: The Case for Nuclear Power in the 21st Century, scritto in coautoria, che sintetizza una vita di riflessioni sulla necessità di un’energia nucleare sicura, accessibile e compatibile con gli obiettivi di pace globale. Una posizione controcorrente rispetto ai decenni di diffidenza pubblica verso il nucleare, e oggi sempre più condivisa nel dibattito energetico internazionale.
La figura di Graham rappresenta un punto di congiunzione raro: quella tra il mondo della sicurezza internazionale e quello dell’industria nucleare civile. Portò in Lightbridge non solo credenziali diplomatiche, ma una rete di relazioni e una legittimità che aprirono porte difficili. Il suo lavoro ha contribuito a costruire la credibilità di un’azienda che punta a portare sul mercato combustibili capaci di aumentare la potenza dei reattori esistenti senza modificarne la struttura. Con la sua scomparsa, il settore perde una delle voci più autorevoli a favore di un nucleare responsabile.




