Gli ordini legati al nucleare di Mirion Technologies sono cresciuti del 105% nel terzo trimestre 2026, al netto delle acquisizioni. I ricavi totali hanno raggiunto 277,8 milioni di dollari, in aumento del 24,5% rispetto ai 223,1 milioni dello stesso periodo del 2025.
Gli ordini core, cioè senza le operazioni di acquisizione, sono saliti del 62% a 340 milioni di dollari. Con i contributi di Paragon Energy Solutions e Certrec il totale arriva a 386 milioni, in crescita dell’85%. Il segmento Nuclear and Safety ha realizzato ricavi per 194 milioni, +34%. La parte organica del nucleare civile ha messo a segno un +14%, mentre nel primo semestre era rimasta ferma.
Il settore dei piccoli reattori modulari pesa ancora poco, ma si muove. Mirion ha raccolto 16 milioni di dollari di ordini SMR nel trimestre, in linea con i 17 milioni di un anno prima. Da gennaio il totale è di 54 milioni, provenienti da 11 sviluppatori di reattori diversi. L’azienda segue quindi quasi tutte le tecnologie in campo, senza legarsi a un singolo progetto.
La base della crescita sta nelle centrali già in funzione. Mirion è presente in oltre il 98% degli impianti nucleari commerciali del mondo e circa l’80% dei ricavi nucleari arriva da reattori oggi operativi. Il management parla di investimenti di recupero, estensioni di vita degli impianti e primi passi della digitalizzazione del parco reattori. Il CEO Thomas Logan ha citato anche una proposta della Nuclear Regulatory Commission statunitense che potrebbe consentire rinnovi di licenza fino a 40 anni.
I numeri hanno effetti concreti sui conti. Il backlog vale 1,25 miliardi di dollari, con un aumento di 144 milioni da inizio anno. Il flusso di cassa libero rettificato ha toccato 107 milioni da gennaio, più del doppio dell’anno scorso, e l’azienda ha avviato un riacquisto di azioni da 250 milioni. La guida sui ricavi 2026 sale a una crescita del 24-25%. Per il nucleare Mirion conferma una crescita organica a due cifre sull’anno, che implica un’ulteriore spinta nel quarto trimestre, dove il gruppo stima un +15-19% organico.
Il quadro non è privo di sfumature contabili. Il margine rettificato di fine intervallo è stato abbassato e l’obiettivo di margine al 2028 è stato ritirato. Gli ordini restano però l’indicatore che il gruppo considera decisivo, e per ora puntano verso l’alto.
Se il quarto trimestre confermerà le attese, Mirion chiuderà l’anno con il nucleare come motore principale della crescita. Per i fornitori di strumentazione, il rinnovo delle licenze e l’arrivo dei primi SMR possono sommarsi nei prossimi anni sullo stesso portafoglio ordini.




