Molten Salt Solutions ha chiuso un round seed da 7 milioni di dollari, sovrascritto, per passare dalla validazione in laboratorio alla produzione su scala pilota di litio-6 e litio-7. Due isotopi senza i quali buona parte dei reattori di nuova generazione — a fusione e a sali fusi — non può funzionare. Con questo finanziamento il totale raccolto dalla società di Santa Fe, New Mexico, sale a 10 milioni di dollari.
Il round è stato guidato da Dolby Family Ventures, con la partecipazione di Vanedge Capital Partners, Alumni Ventures, Gaingels, True Ventures e Future Ventures. Quest’ultimo ha un orientamento consolidato verso l’energia avanzata, con posizioni nel nucleare di prossima generazione, nella fusione e nei materiali critici. Una coalizione di investitori che segnala quanto il tema della catena di approvvigionamento nucleare stia diventando prioritario anche per il capitale privato statunitense.
I due isotopi servono a scopi distinti. Il litio-6 è indispensabile per i sistemi a fusione: reagendo con i neutroni, genera il trizio necessario a sostenere la reazione termonucleare. Il litio-7 è invece impiegato nei reattori a fissione avanzata, in particolare nelle configurazioni a sali fusi, dove riduce l’assorbimento neutronico e limita la produzione indesiderata di trizio durante l’esercizio. Le funzioni sono diverse, ma il problema di fondo è lo stesso: gli Stati Uniti non dispongono oggi di produzione commerciale domestica di nessuno dei due isotopi. La dipendenza da fornitori esteri, in un contesto di crescente competizione geopolitica sulle tecnologie energetiche, è una vulnerabilità concreta.
La piattaforma di MSS utilizza un processo proprietario di scambio di solventi che concentra molte fasi di separazione all’interno di un unico sistema integrato, anziché distribuirle su migliaia di stadi separati come avviene con i metodi tradizionali. La società dichiara un’efficienza cento volte superiore rispetto agli approcci convenzionali — un dato che, se confermato alla scala pilota, cambierebbe i termini economici della produzione di isotopi arricchiti. I fondi serviranno a espandere i team tecnici e operativi, a soddisfare gli accordi già attivi con clienti e a sviluppare un portafoglio più ampio di isotopi per mercati tecnologici emergenti.
Il contesto industriale è favorevole. La capacità nucleare globale è proiettata a più che raddoppiare entro il 2050, avvicinandosi ai 1.000 gigawatt secondo le stime dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica. Reattori a sali fusi come quelli di Fissionaire, con cui MSS ha già accordi di fornitura, e sistemi a fusione come quelli di Type One Energy e Gauss Fusion dipenderanno da forniture di litio arricchito che oggi non esistono in quantità adeguate. Molten Salt Solutions occupa esattamente questo spazio: tra la tecnologia dei reattori, che ha ricevuto molta attenzione e investimenti, e i materiali che quei reattori richiedono per funzionare, e che sono rimasti per decenni in secondo piano. Se la transizione alla scala pilota procede nei tempi previsti, MSS potrebbe posizionarsi come fornitore strategico di una filiera che l’industria nucleare americana ha bisogno di costruire prima che i reattori siano pronti a entrare in esercizio.




