Newcleo approda a Wall Street. La startup nucleare fondata da Stefano Buono ha annunciato la fusione con NewHold Investment Corp III (Nasdaq: NHIC), una SPAC già quotata sul mercato americano, con una valutazione pre-money di circa 2,4 miliardi di dollari. L’assemblea straordinaria degli azionisti di NewHold è ora convocata per approvare la combinazione. Una volta completata, Newcleo diventerà una società pubblica e tratterà sul Nasdaq con il ticker NWCL.
L’operazione è strutturata per generare fino a 429 milioni di dollari di proventi lordi. Di questi, 220 milioni provengono da investitori privati tramite PIPE — Private Investment in Public Equity — e i restanti 209 milioni sono la liquidità detenuta da NewHold nel suo conto fiduciario. Al netto di commissioni e spese, la cifra effettiva scende a circa 374 milioni, prima di eventuali rimborsi richiesti dagli azionisti della SPAC. Newcleo ha già raccolto oltre un miliardo di euro di capitali dal 2021, in larga parte in Europa. Ora punta ai mercati americani per finanziare la fase successiva del suo sviluppo.
I fondi serviranno a far avanzare un programma industriale preciso. Newcleo ha indicato tra le priorità il completamento di un reattore di prova non nucleare in Italia entro fine anno, l’avanzamento delle attività di licenza in Francia, Slovacchia e Stati Uniti, la costruzione di un impianto per il combustibile MOX negli USA in collaborazione con Oklo, e i lavori su un dimostratore da 30 MWe. L’obiettivo a lungo termine è un reattore commerciale da 200 MWe, con una data indicativa per il primo reattore operativo fissata al 2032. La tecnologia di riferimento è quella degli AMR — Advanced Modular Reactor — raffreddati a piombo liquido, una scelta che distingue nettamente Newcleo dagli altri attori del settore.
Il percorso verso la quotazione ha preso forma nel settembre 2025, quando Kevin Charlton, CEO di NewHold, ha incontrato Stefano Buono a una conferenza in Francia. I colloqui si sono intensificati nei mesi successivi fino all’accordo definitivo annunciato a maggio 2026. La scelta della via SPAC risponde a una logica ben precisa: NewHold è già quotata, il che consente a Newcleo di diventare pubblica senza dover attendere i tempi di un’IPO tradizionale. Il mercato americano offre capitali su scala più ampia, e la pipeline commerciale di Newcleo — che cita trattative per oltre 27 GWe di capacità a livello mondiale, con 9,2 GWe descritti come a stadio avanzato — richiede risorse proporzionate.
Il completamento della fusione è previsto nella seconda metà del 2026, subordinato all’approvazione degli azionisti di NewHold, all’efficacia del Registration Statement presso la SEC e al soddisfacimento delle consuete condizioni regolamentari. Se tutto andrà come pianificato, Newcleo sarà la prima azienda del nucleare avanzato europeo a sbarcare direttamente sul Nasdaq. Un passaggio che non cambia la natura dell’impresa — la sede resta a Parigi, il nome rimane Newcleo — ma che apre l’accesso a un bacino di investitori molto più ampio. Per un settore come il nucleare avanzato, dove i capitali necessari a portare una tecnologia dalla ricerca al mercato sono enormi, la quotazione americana non è un dettaglio secondario.




