La Tennessee Valley Authority e ENTRA1 Energy hanno firmato un accordo per sviluppare fino a 6 GW di capacità nucleare con reattori modulari NuScale. Il programma prevede sei centrali distribuite nella regione servita da TVA, che copre sette Stati del sud-est degli Stati Uniti.
Ogni impianto, chiamato ENTRA1 Energy Plant, ospiterà più moduli NuScale. Secondo le analisi sul programma, il progetto prevede 12 moduli per centrale, per un totale di 72. Le aziende stimano che la potenza complessiva basterebbe ad alimentare l’equivalente di circa 4,5 milioni di abitazioni o 60 nuovi data center.
La struttura è chiara. ENTRA1 è il partner strategico di NuScale e ne detiene i diritti esclusivi di commercializzazione, distribuzione e realizzazione a livello globale. Si occuperà di sviluppo, finanziamento e costruzione, possederà gli impianti e venderà l’elettricità a TVA attraverso futuri contratti di acquisto di energia. TVA, il più grande fornitore pubblico di elettricità degli Stati Uniti, collabora all’individuazione dei siti e alla pianificazione.
L’intesa nasce dalla crescita della domanda elettrica. Intelligenza artificiale, data center e produzione di semiconduttori richiedono più energia stabile e disponibile in ogni ora. Gli SMR rispondono con unità di taglia contenuta, costruibili per moduli e aggiungibili per fasi. Il modello con un soggetto privato che finanzia e costruisce, e un’utility che compra l’energia, distribuisce il rischio di realizzazione e dà al cliente un prezzo contrattuale nel lungo periodo.
Per NuScale il programma è un passo verso la prima vendita su larga scala della propria tecnologia. Il suo reattore è l’unico SMR con certificazione della Nuclear Regulatory Commission statunitense da oltre tre anni. Il passaggio successivo sono i contratti di acquisto di energia tra TVA ed ENTRA1, che trasformerebbero l’intesa quadro in ordini di moduli. Parallelamente prosegue lo studio di ingegneria di dettaglio di Fluor per la centrale RoPower di Doicești, in Romania.
Se i contratti arriveranno, il sud-est americano potrebbe ospitare la più grande flotta di SMR del mondo occidentale. Per l’Europa, Romania compresa, sarebbe un riferimento concreto su costi, tempi e catena di fornitura dei piccoli reattori.




