Quattro reattori nucleari privati hanno raggiunto la criticità negli Stati Uniti entro il 4 luglio 2026, il giorno del 250° anniversario dell’indipendenza americana. L’obiettivo fissato dal presidente Trump con l’Executive Order 14301 del maggio 2025 era di almeno tre. Ne sono arrivati quattro.
I protagonisti sono Antares Nuclear, Valar Atomics, Deployable Energy e Aalo Atomics. Antares è stata la prima: il suo reattore Mark-0 ha raggiunto la criticità il 4 giugno all’Idaho National Laboratory, diventando il 53° reattore nella storia del laboratorio e il primo reattore non ad acqua leggera finanziato interamente da privati a farlo in quattro decenni. Valar Atomics ha seguito il 18 giugno con il suo Ward 250 — un reattore raffreddato a elio, alimentato a combustibile TRISO — che ha raggiunto la criticità fuori da un laboratorio nazionale, al Utah San Rafael Energy Lab, una prima assoluta nell’ambito del programma DOE. Il 22 giugno Ward 250 ha prodotto 10 kilowatt termici, convertiti in elettricità e collegati a un chip Nvidia Spark, nell’ambito di un accordo tra Valar e Nvidia per costruire un data center nucleare da 30 megawatt in Utah. Il 30 giugno è toccato a Unity, il microreattore da 1 megawatt di Deployable Energy, costruito in circa 150 giorni con un budget nell’ordine dei milioni di dollari, al punto che il core è stato trasportato in Idaho nel cassone di un pickup. Infine, nella notte tra il 3 e il 4 luglio, alle 0:20 ora delle Montagne Rocciose, il reattore di test di Aalo Atomics ha completato il quadro.
Il Dipartimento dell’Energia ha gestito questo ciclo attraverso due programmi distinti. Il Reactor Pilot Program, istituito nel giugno 2025, ha autorizzato Antares e Valar. Il Nuclear Energy Launch Pad, lanciato nel marzo 2026 e gestito dal National Reactor Innovation Center all’Idaho National Laboratory, ha invece supportato Deployable Energy — primo progetto a tagliare il traguardo sotto questa nuova iniziativa — e successivamente Aalo. I due strumenti si integrano: il Launch Pad estende le opportunità del programma pilota ad aziende che non erano state originariamente selezionate, coprendo anche siti federali non appartenenti all’INL.
Aalo Atomics ha dichiarato che il suo Critical Test Reactor è passato dalla posa della prima pietra alla reazione a catena sostenuta in meno di otto mesi, uno dei tempi di costruzione più brevi degli ultimi ottant’anni. L’azienda ha già avviato i lavori sul secondo reattore nell’ambito del Project Ascension e sta espandendo la propria capacità produttiva in una fabbrica da un milione di piedi quadrati per produrre l’Aalo Pod, un impianto modulare da 50 megawatt pensato per i data center AI. Deployable Energy punta al dispiegamento commerciale entro il 2028. Antares ha già iniziato a lavorare sul Mark-1, il prototipo per la produzione di elettricità, e il CEO ha confermato consegne commerciali entro lo stesso anno. Il Segretario all’Energia Chris Wright ha dichiarato di aspettarsi la prima elettricità prodotta da un SMR privato entro il 2027, e certamente entro il 2028.
Nessun paese aveva mai portato tre diversi design di microreattore avanzato alla criticità in un solo mese. Il passo successivo — aggiungere sistemi di conversione del calore e di raffreddamento per produrre elettricità netta — richiede lavoro ingegneristico ancora sostanziale. Ma il dato che conta adesso è un altro: queste aziende hanno dimostrato che tempi e costi considerati impossibili fino a ieri sono invece raggiungibili. Il mercato lo ha già capito. Dopo aver raggiunto la criticità, Valar ha raccolto 450 milioni di dollari a una valutazione di 2 miliardi. L’era della produzione nucleare su scala industriale privata è cominciata, anche se la distanza tra un test a potenza zero e un reattore connesso alla rete resta ancora da percorrere.




