Tsodilo Resources ha costituito due società controllate, una nella Repubblica Democratica del Congo e una in Namibia. L’annuncio è del 14 ottobre 2026. L’azienda canadese, quotata alla borsa di Toronto, estende così l’esplorazione di minerali critici e terre rare oltre il Botswana.
Le due società si chiamano Tsodilo DRC S.A.R.L.U e TSD Namibia Mineral Resources. In Congo l’attività si concentra sulle province di Haut-Lomami e Tshopo, dove i bersagli sono litio, tantalio, niobio, oro e rame. In Namibia l’attenzione va alla regione di Kunene, nel nordovest del Paese, con possibili depositi di rame e minerali polimetallici.
Il presidente e amministratore delegato James M. Bruchs ha spiegato che i progetti in Botswana restano la priorità. Tra questi c’è il progetto di terre rare Gcwihaba. Secondo Bruchs, l’azienda ha visto l’occasione di usare le proprie perforatrici, le attrezzature geofisiche e le competenze interne anche in altre giurisdizioni.
Il contesto spiega la scelta. Nel 2024 il Congo ha attirato 130,7 milioni di dollari di investimenti in esplorazione, più di ogni altro Paese africano. La Namibia si propone invece come destinazione per il rame, grazie alla diversificazione economica, alla riapertura di miniere e a un’attività esplorativa in crescita.
Il quadro resta provvisorio. Tsodilo non ha ancora acquisito progetti né licenze di esplorazione in nessuno dei due Paesi. Le trattative con i titolari delle licenze e con gli uffici competenti sono in corso, ma l’azienda stessa avverte che non c’è certezza di concluderle. Bruchs si dice cautamente ottimista.
Per il lettore di Nucleare conviene precisare un punto. L’operazione riguarda rame, litio, tantalio e terre rare, non uranio. I nomi del settore dell’uranio che compaiono in alcuni elenchi di società minerarie citati nel comunicato servono a descrivere il panorama estrattivo dei due Paesi e non indicano progetti di Tsodilo legati al combustibile nucleare.
La Namibia resta uno dei principali Paesi produttori di uranio al mondo, e un’eventuale presenza di Tsodilo nel Kunene potrebbe in futuro incrociare quel comparto. Per ora è un’ipotesi senza riscontri nei documenti dell’azienda.




