Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha proposto alla Croazia di includere il nucleare civile tra i nuovi settori di cooperazione bilaterale. L’offerta è arrivata il 16 ottobre a Zagabria, durante i colloqui con l’omologo croato Gordan Grlić Radman, nel quadro di una visita di due giorni conclusa sabato.
Secondo la ricostruzione dell’agenzia Xinhua, Wang ha indicato infrastrutture ed energie rinnovabili come settori chiave, da affiancare a nucleare, porti, telecomunicazioni e intelligenza artificiale. È il primo dei “tre motori” con cui Pechino vuole spingere i rapporti con Zagabria. Gli altri due riguardano il livello regionale e il rapporto con l’Unione europea.
La missione ha un peso politico. Secondo CGTN, è la prima visita di un ministro degli Esteri cinese in Croazia in 33 anni e precede il 35° anniversario delle relazioni diplomatiche, nel 2027. Wang ha incontrato anche il presidente Zoran Milanović e il primo ministro Andrej Plenković. Pechino si è detta pronta a valutare un innalzamento del partenariato di cooperazione globale.
Grlić Radman ha risposto puntando sulle esportazioni croate verso la Cina e ha accolto con favore il nuovo collegamento aereo Pechino-Bucarest-Zagabria. Nessun accordo sul nucleare è stato firmato. La proposta resta per ora un’indicazione di direzione.
Il contesto energetico croato aiuta a capire l’interesse. Le aziende cinesi hanno già realizzato in Croazia il ponte di Pelješac e, a Korlat, vicino a Benkovac, il più grande impianto solare del Paese: 99 megawatt, circa 165 gigawattora l’anno, abbastanza per 50.000 famiglie. Il progetto si collega al vicino parco eolico attivo dal 2021 e funziona da vetrina per la tecnologia cinese in territorio Ue.
Il nucleare entra in un Paese che ha già aperto un altro canale. Ad aprile, a Dubrovnik, Croazia e Stati Uniti hanno diffuso una dichiarazione congiunta sulla cooperazione nel nucleare civile. Zagabria ha quindi due interlocutori che si propongono come partner, con tecnologie e modelli di finanziamento diversi.
La Croazia partecipa già alla gestione della centrale di Krško, in Slovenia, di cui detiene metà della proprietà. Se i colloqui di Zagabria diventeranno un tavolo tecnico, i primi temi concreti potrebbero essere la formazione di ingegneri e la valutazione di nuova capacità. La data da tenere d’occhio è il 2027, anno in cui Pechino e Zagabria celebreranno i 35 anni di relazioni diplomatiche.




