Il 16 settembre 2026, nella sede dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica a Vienna, la Commissione siriana per l’energia atomica e l’IAEA hanno firmato il Country Programme Framework (CPF) per il periodo 2026–2031. Sei anni di cooperazione strutturata, sette settori prioritari, un trasferimento concreto di tecnologia nucleare verso un paese che stava ricostruendo il suo rapporto con la comunità internazionale da appena diciotto mesi.
Il documento è stato firmato da Mudar al-Okla, direttore generale della Commissione siriana per l’energia atomica, e da Hua Liu, vicedirettore generale dell’IAEA e responsabile del Dipartimento per la cooperazione tecnica. Il CPF identifica le aree nazionali prioritarie verso cui saranno indirizzate le risorse di cooperazione tecnica e il trasferimento di tecnologia nucleare. I settori coperti sono sette: sicurezza nucleare e radiologica, salute e nutrizione, alimentazione e agricoltura, pianificazione energetica e gestione delle conoscenze nucleari, applicazioni industriali, risorse idriche e ambiente. Un programma ampio, che tocca ambiti essenziali per lo sviluppo del paese.
Al-Okla ha spiegato che l’accordo darà nuovo slancio al trasferimento diretto di tecnologie nucleari nei settori della sanità, dell’agricoltura, dell’acqua, dell’energia e della sicurezza radiologica. La partecipazione della Siria alla 70ª Conferenza Generale dell’IAEA ha rappresentato, secondo lo stesso al-Okla, una tappa centrale nel percorso di cooperazione tecnica tra i due enti. Il contesto è rilevante: il 9 settembre 2026 il Consiglio dei Governatori dell’IAEA aveva sospeso la decisione di non conformità che gravava sulla Siria riguardo agli obblighi nucleari previsti dal Trattato di Non Proliferazione, dopo che i requisiti tecnici e giuridici necessari erano stati soddisfatti. La firma del CPF è quindi il passo operativo successivo a quella normalizzazione.
Vale la pena ricordare il percorso che ha portato fin qui. Il direttore generale dell’IAEA, Rafael Mariano Grossi, aveva visitato la Siria ad agosto 2026, incluso il sito di Deir Ez-Zor, definendo la visita come il progresso più significativo registrato fino a quel momento nella cooperazione tra i due enti. Il nuovo governo siriano, a differenza del regime precedente, ha scelto la trasparenza e ha fornito accesso a siti che erano rimasti off-limits per anni. Grossi stesso aveva descritto questa collaborazione come rilevante per la sicurezza internazionale e la non proliferazione.
La Siria ha anche aderito alla firma del framework per la rete di reattori di ricerca dell’Asia-Pacifico (AsPaRRNet), a cui partecipano rappresentanti di dodici paesi. Questa adesione permetterà a Damasco di accedere a un meccanismo regionale per lo scambio di competenze e lo sviluppo dei reattori di ricerca, compreso il reattore siriano. Due accordi in un solo giorno, che disegnano una traiettoria precisa: la Siria intende costruire una capacità nucleare civile solida, con basi istituzionali riconosciute a livello internazionale. Il CPF 2026–2031 è il quadro entro cui quella traiettoria prenderà forma concreta.




