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Vietnam e Russia firmano l’accordo per la centrale nucleare di Ninh Thuan 1

Vietnam e Russia hanno siglato un accordo intergovernativo per la costruzione della centrale nucleare di Ninh Thuan 1, dotata di due reattori VVER-1200 da complessivi 2.400 MW. L’intesa segna il rilancio del programma nucleare vietnamita, abbandonato nel 2016 e ora tornato al centro della strategia energetica del paese.

Vietnam e Russia firmano l’accordo per la centrale nucleare di Ninh Thuan 1

Il Vietnam torna al nucleare con un accordo concreto. A marzo 2026, durante la visita ufficiale del Primo Ministro Pham Minh Chinh a Mosca, Vietnam e Russia hanno firmato un accordo intergovernativo per la costruzione della centrale nucleare di Ninh Thuan 1. L’intesa è stata siglata dal direttore generale di Rosatom, Alexey Likhachev, e dal ministro Tran Van Son, alla presenza dei rispettivi capi di governo. I due paesi hanno descritto l’impianto come un “progetto simbolo” dell’amicizia bilaterale.

Il piano prevede la realizzazione di due reattori VVER-1200 per una capacità complessiva di circa 2.400 MW, con la centrale di Leningrado II come progetto di riferimento. La tecnologia è sviluppata da Rosatom ed è considerata tra le più moderne nel panorama dei reattori ad acqua pressurizzata. L’accordo definisce le condizioni e le aree principali di cooperazione tra le parti per l’intera durata del progetto, dalla progettazione alla messa in servizio. L’obiettivo dichiarato di Hanoi è avere il primo impianto operativo entro il 2031, il secondo tra il 2036 e il 2040.

La strada verso questo accordo è stata lunga. Il Vietnam aveva pianificato le due centrali già nel 2009, ma nel 2016 l’Assemblea Nazionale aveva bocciato il progetto per ragioni di costo. La ripresa è arrivata a dicembre 2024, quando i legislatori hanno chiesto al governo di riattivare il programma nucleare. A gennaio 2025, Rosatom e la compagnia elettrica statale EVN avevano firmato un primo memorandum d’intesa. A maggio 2025, durante la visita del Segretario Generale To Lam a Mosca, i due paesi avevano concordato di accelerare i negoziati per arrivare alla firma degli accordi intergovernamentali. A settembre dello stesso anno, la società di ingegneria PECC2 aveva siglato un’intesa con Rosatom per aggiornare lo studio di fattibilità di Ninh Thuan 1. L’accordo di marzo 2026 è il risultato di questa progressione.

Il contesto energetico spiega la scelta. Il Vietnam ha approvato ad aprile 2025 una versione aggiornata del suo piano nazionale di sviluppo energetico, stanziando 136 miliardi di dollari entro il 2030 per rafforzare la sicurezza energetica a lungo termine, includendo per la prima volta il nucleare tra le fonti previste. Il paese studia anche le tecnologie di nuova generazione, compresi i piccoli reattori modulari, come complemento ai grandi impianti. La cooperazione con la Russia si affianca a trattative parallele con altri partner: la Corea del Sud, attraverso KEPCO, ha firmato un memorandum con PetroVietnam per lo sviluppo delle competenze legate a Ninh Thuan 2, mentre Hanoi ha avviato colloqui con il Giappone sul nucleare avanzato.

L’accordo ha anche una dimensione scientifica. Rosatom sta collaborando con il ministero della Scienza e Tecnologia vietnamita per la costruzione di un Centro per la Scienza e la Tecnologia Nucleare a Dong Nai, vicino a Ho Chi Minh City, che includerà un reattore di ricerca da 15 MW e un complesso di laboratori. Rosatom e il ministero hanno firmato a maggio 2025 una tabella di marcia congiunta fino al 2030, che copre formazione del personale, fornitura di combustibile per il reattore di ricerca Da Lat e partecipazione vietnamita al consorzio del reattore internazionale MBIR. Il Vietnam costruisce così, in parallelo al progetto industriale, le competenze interne necessarie per gestire nel tempo un programma nucleare nazionale.

Tag: Sicurezza energetica Transizione energetica

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