La canadese Cameco ha firmato con il Dipartimento per l’Energia Atomica indiano un contratto di fornitura da circa 2,6 miliardi di dollari canadesi. Prevede la consegna di quasi 22 milioni di libbre di concentrato di uranio (U3O8) in nove anni, dal 2027 al 2035, a prezzi legati al mercato.
L’intesa è stata formalizzata a Nuova Delhi durante la visita del primo ministro canadese Mark Carney, la prima di un premier di Ottawa in India dal 2018. All’evento hanno partecipato anche il premier indiano Narendra Modi, il governatore del Saskatchewan Scott Moe e l’amministratore delegato di Cameco Tim Gitzel. Il contratto rientra nella nuova Canada-India Strategic Energy Partnership. Cameco ha spiegato che gli altri termini restano riservati per ragioni commerciali.
Il valore stimato si basa su un prezzo spot di 86,95 dollari statunitensi per libbra, rilevato a fine febbraio 2026. I volumi erano già inclusi nei contratti di lungo termine che la società aveva comunicato nel rapporto annuale di febbraio. L’accordo segue il primo contratto del 2015, che riguardava poco più di 7 milioni di libbre in cinque anni. Secondo le autorità del Saskatchewan, il nuovo vale quasi dieci volte il precedente.
Il contesto è la crescita del parco nucleare indiano. Il Paese ha oggi circa 24 o 25 reattori in esercizio, con altri 18 in arrivo per oltre 12 mila MWe, e punta a 100 GW di capacità nucleare entro il 2047. Servono forniture di combustibile stabili e di lungo periodo. Il ministro canadese Maninder Sidhu ha parlato di un aumento di dodici volte della capacità indiana, per il quale il Canada può offrire uranio e tecnologia.
Pesa anche il cambio di regole a Nuova Delhi. India ha messo fine al monopolio statale sulla produzione di energia atomica e ha rivisto le norme sulla responsabilità civile, per attirare investitori privati. Il quadro regolatorio più aperto rende più credibili i piani di espansione e, di conseguenza, i contratti di approvvigionamento pluriennali.
Il contratto arriva mentre Canada e India lavorano a un accordo economico globale (CEPA). Il prossimo round negoziale è fissato per novembre e Ottawa punta a chiudere entro fine anno. Dopo la ripresa del dialogo diplomatico, l’uranio è diventato il primo risultato concreto per entrambe le parti.
Per Cameco il contratto allunga la visibilità sui ricavi fino al 2035. Se l’India rispetterà il calendario dei nuovi reattori, altri acquirenti statali potrebbero seguire la stessa strada: bloccare ora forniture per un decennio, in un mercato dove la domanda cresce più in fretta dell’offerta.




