Home Politica e Regolamentazione NASA e DOE firmano un accordo…
Politica e Regolamentazione

NASA e DOE firmano un accordo decennale sul nucleare spaziale, in vigore dal 1 novembre

NASA e Dipartimento dell’Energia statunitense hanno firmato l’8 ottobre un memorandum di dieci anni su energia e propulsione nucleare per lo spazio. L’intesa copre ricerca, combustibile, test e operazioni, e sostiene l’obiettivo di un reattore lunare pronto al lancio entro il 2030.

NASA e DOE firmano un accordo decennale sul nucleare spaziale, in vigore dal 1 novembre

La NASA e il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti (DOE) hanno firmato un memorandum d’intesa di dieci anni sull’energia e la propulsione nucleare per lo spazio. L’atto è stato siglato l’8 ottobre a Washington dall’amministratore NASA Jared Isaacman e dal segretario all’Energia Chris Wright, e entra in vigore il 1 novembre.

Il documento si intitola “Accelerating American Leadership in Space Nuclear Power and Propulsion”. Definisce una cornice di collaborazione lungo tutta la filiera: ricerca avanzata, produzione di combustibile nucleare, test, integrazione sul lanciatore e operazioni in missione. La firma è avvenuta durante il summit “Science: A Golden Age”, organizzato dall’Ufficio per la politica scientifica e tecnologica della Casa Bianca. Alla cerimonia era presente il direttore dell’Ufficio, Michael Kratsios. La NASA indica la sicurezza come il “pilastro centrale” del lavoro comune.

L’intesa sostituisce e rivede due accordi precedenti. Il vecchio memorandum tra le due agenzie arriva alla scadenza dei dieci anni a fine ottobre, e il nuovo testo raccoglie anche le intese annunciate in gennaio e marzo di quest’anno. Gran parte dei contenuti era quindi nota. La novità è l’unificazione in un quadro unico, con una durata di dieci anni salvo revisione o proroga.

Il contesto è l’ordine esecutivo di dicembre 2025 “Ensuring American Space Superiority”, che chiede alla NASA di sviluppare un reattore da superficie lunare pronto al lancio entro il 2030. Le due agenzie parlano di progressi costanti verso quell’obiettivo. Isaacman ha dichiarato che l’agenzia entra nell’era del “Nuclear NASA” e che l’energia nucleare permetterà di andare più lontano, operare più a lungo e imbarcare strumenti più capaci.

Il calendario comprende già missioni concrete. La NASA prevede di lanciare nel 2028 Space Reactor-1 Freedom, dimostratore operativo di propulsione nucleare, con la missione SR-1 verso Marte indicata per la fine di quell’anno. Il filone dei sistemi a radioisotopi resta attivo: la sonda Dragonfly, diretta su Titano e in partenza nel 2028, userà un generatore a radioisotopi e 24 unità di riscaldamento. NASA e DOE ne forniranno altre 24 simili per il rover Rosalind Franklin dell’Agenzia spaziale europea.

Per l’industria il segnale è pratico. Un quadro stabile su dieci anni dà ai fornitori di combustibile, componenti e servizi di prova una base di pianificazione. Anche le nomine in corso in NASA vanno nella stessa direzione: il nuovo direttore del Marshall Space Flight Center, Stephen Cash, avrà tra le aree di crescita proprio nucleare e propulsione avanzata in vista delle prime missioni umane su Marte.

Se le date del 2028 e del 2030 saranno rispettate, la prima metà del decennio successivo potrebbe vedere un reattore in funzione sulla Luna. Sarebbe una dimostrazione utile anche per le tecnologie di reattori compatti sulla Terra.

Tag: Radioattività SMR (Small Modular Reactors) Uranio

Articoli simili