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Canada e India puntano al nucleare: accordo Cameco da 2,6 miliardi di dollari

Canada e India hanno firmato un accordo decennale da 2,6 miliardi di dollari per la fornitura di uranio, con Cameco che consegnerà 22 milioni di libbre al Dipartimento dell’Energia Atomica indiano tra il 2027 e il 2035. La cooperazione nucleare è al centro dei negoziati CEPA che i due paesi puntano a concludere entro fine 2026.

Canada e India puntano al nucleare: accordo Cameco da 2,6 miliardi di dollari

Cameco, il colosso canadese dell’uranio con sede a Saskatoon, fornirà all’India circa 22 milioni di libbre di concentrato di uranio tra il 2027 e il 2035. L’accordo, del valore di 2,6 miliardi di dollari canadesi, è stato siglato con il Dipartimento dell’Energia Atomica indiano e rappresenta uno degli impegni di combustibile nucleare bilaterale più rilevanti degli ultimi anni. A fare da cornice all’intesa, l’incontro a Nuova Delhi tra il premier canadese Mark Carney e il primo ministro indiano Narendra Modi lo scorso marzo.

L’accordo sull’uranio non è un fatto isolato. Rientra in una Strategic Energy Partnership più ampia che abbraccia GNL, GPL, idrogeno, energia solare e cooperazione nel nucleare civile. Canada e India hanno contestualmente avviato i negoziati per un Comprehensive Economic Partnership Agreement (CEPA), con l’obiettivo dichiarato di chiudere le trattative entro la fine del 2026. L’interscambio commerciale attuale tra i due paesi si attesta sui 13 miliardi di dollari annui: l’ambizione è portarlo a 70 miliardi entro il 2030, più che quintuplicando il volume in meno di un decennio.

Il ministro del Commercio canadese Maninder Sidhu si è detto “molto, molto ottimista” sul raggiungimento dell’accordo commerciale nei tempi previsti. Il Canada produce una quantità significativa di uranio — è il secondo produttore mondiale — e le aziende canadesi hanno una lunga esperienza nel settore nucleare. L’India, dal canto suo, punta a raggiungere 100 GW di capacità nucleare entro il 2047, un obiettivo che richiede forniture di combustibile stabili e diversificate su scala pluridecennale. La fornitura garantita da Cameco va in questa direzione: assicura carburante per i reattori esistenti e per quelli in fase di costruzione, riducendo la dipendenza da mercati spot volatili.

Dal punto di vista diplomatico, l’intesa segna una svolta decisa. Le relazioni tra Ottawa e Nuova Delhi avevano attraversato una fase di forte tensione negli anni precedenti, con reciproche espulsioni di diplomatici e un clima di sfiducia che aveva bloccato qualsiasi forma di cooperazione strutturata. L’incontro Carney-Modi ha ridefinito le priorità: entrambe le parti hanno parlato esplicitamente di “fiducia strategica” come fondamento del nuovo rapporto bilaterale. La firma dei Terms of Reference per il CEPA e l’accordo Cameco-DAE sono stati i due segnali concreti di questa discontinuità.

Le implicazioni per il settore nucleare indiano sono tangibili. L’India gestisce oggi una capacità installata di circa 7 GW nucleari e ha in cantiere un piano di espansione ambizioso, che include reattori a pressione pesante di progetto nazionale e potenzialmente tecnologie avanzate in collaborazione con partner stranieri. L’accesso garantito all’uranio canadese — con consegne che partono dal 2027 — dà concretezza al programma di espansione. Il Canada, secondo produttore mondiale di uranio, può offrire all’India quella certezza di approvvigionamento che le forniture spot non garantiscono.

Se i negoziati CEPA andranno a buon fine entro dicembre, l’accordo potrebbe aprire ulteriori spazi per le aziende canadesi attive nella filiera nucleare, dalla tecnologia dei reattori alla gestione del combustibile. L’India ha bisogno di capacità pulita e programmabile su larga scala. Il Canada ha l’uranio, l’industria e ora anche la volontà politica. Il 2026 potrebbe essere l’anno in cui questa convergenza diventa struttura stabile.

Tag: Sicurezza energetica Uranio

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