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Cina addestra militari russi su reattori nucleari: il programma segreto

Documenti riservati ottenuti da Reuters rivelano che la Cina ha addestrato circa 200 militari russi in materia di difesa radiologica, chimica e biologica, con sessioni pratiche su modelli di reattori nucleari. Il programma, tenutosi nel novembre 2025 presso strutture dell’Esercito Popolare di Liberazione a Pechino e Nanchino, era stato autorizzato personalmente dal ministro della Difesa russo Andrei Belousov.

Cina addestra militari russi su reattori nucleari: il programma segreto

Soldati russi che studiano un modello di reattore nucleare sotto la guida di istruttori dell’Esercito Popolare di Liberazione cinese. Non è uno scenario ipotetico: sono le immagini contenute nei documenti classificati ottenuti da Reuters, che ricostruiscono un programma di addestramento militare segreto condotto dalla Cina nel novembre 2025. Il corso, della durata di tre settimane, si è svolto in una struttura militare a Pechino e aveva per oggetto la difesa radiologica, chimica e biologica.

I materiali esaminati dall’agenzia mostrano militari russi impegnati in lezioni su ricognizione chimica, ricognizione delle radiazioni e protezione dei sistemi di ventilazione dalla contaminazione. La componente nucleare del programma non era accessoria: lo studio del reattore rientrava in un percorso formativo che prepara le forze armate a operare in ambienti contaminati da agenti radiologici. Un secondo ciclo di addestramento si è tenuto a Nanchino, dove i rapporti interni russi hanno segnalato positivamente il livello delle attrezzature e l’impiego di simulatori avanzati.

L’intera operazione era stata autorizzata al vertice della catena di comando. Un decreto interno del ministro della Difesa russo Andrei Belousov, firmato nell’agosto 2025, disponeva l’invio di una delegazione delle forze armate russe presso le basi del PLA. L’accordo bilaterale alla base del programma era stato siglato il 2 luglio 2025 dal generale di divisione russo Rustam Khusainov e dal colonnello anziano cinese Sun Dayun. La delegazione moscovita era guidata dal colonnello generale Rustam Muradov, vicecomandante in capo delle forze di terra russe. Alla cerimonia di apertura di uno dei corsi ha partecipato anche il generale cinese Li Jinsun, a capo della Military Academy of Radiological, Chemical and Biological Defence del PLA.

Secondo quanto riportato da Reuters sulla base di intelligence europea, circa 200 militari russi hanno partecipato complessivamente ai corsi, e alcuni di loro sono stati successivamente impiegati nel conflitto in Ucraina. L’Unione Europea ha confermato attraverso propri canali l’avvenuto svolgimento degli addestramenti: il 15 giugno 2026, l’Alto Rappresentante per la Politica Estera Kaja Kallas ha dichiarato che Bruxelles stava valutando le implicazioni. Pechino ha definito le accuse “del tutto infondate” e ha ribadito la propria posizione di neutralità nel conflitto. Mosca ha scelto di non commentare ufficialmente, lamentando genericamente la diffusione di “informazioni false” in Occidente.

I rapporti interni russi esaminati da Reuters mostrano una valutazione lucida dei limiti cinesi: le forze del PLA dispongono di tecnologie e simulatori di alto livello, ma mancano di esperienza bellica diretta, a differenza dell’esercito russo, impegnato in combattimento da oltre quattro anni. Ciò non toglie che la dimensione radiologica e nucleare del programma segnali qualcosa di preciso: la cooperazione militare tra Mosca e Pechino ha superato la fase della collaborazione politica per entrare in quella dell’addestramento operativo specializzato. Se questo modello di scambio si consolida, il confine tra esercitazioni congiunte e trasferimento di competenze sensibili diventa difficile da tracciare.

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