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Grossi candidato all’ONU: il capo dell’IAEA vuole guidare il mondo

Rafael Grossi, direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica dal 2019, è tra i principali candidati a succedere ad António Guterres alla guida dell’ONU. Il diplomatico argentino porta con sé una visione del nucleare come pilastro della sicurezza energetica globale.

Grossi candidato all’ONU: il capo dell’IAEA vuole guidare il mondo

Rafael Grossi, direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA) dal dicembre 2019, è oggi uno dei candidati più quotati per succedere ad António Guterres alla guida dell’ONU. Il mandato di Guterres scade il 31 dicembre 2026, e la corsa per il posto più alto del multilateralismo globale è già entrata nel vivo.

L’Argentina ha formalizzato la nomina di Grossi, sostenuta anche dal governo di Javier Milei e dal principale think tank di politica estera del paese, il CARI. Secondo gli osservatori dell’ONU, Grossi è considerato il favorito tra i candidati in campo. Gli altri contendenti sono l’ex presidente cilena Michelle Bachelet, la costaricana Rebeca Grynspan — attuale segretaria generale dell’UNCTAD — e l’ex presidente senegalese Macky Sall. La convenzione non scritta dell’ONU indica che il prossimo segretario generale dovrebbe provenire dall’America Latina, una rotazione geografica che avvantaggia Grossi, Bachelet e Grynspan.

Il diplomatico argentino, 65 anni, nato a Buenos Aires da emigrati italiani, ha costruito la sua carriera interamente nel campo della non proliferazione nucleare e della diplomazia multilaterale. Ha guidato l’IAEA attraverso alcune delle crisi più complesse degli ultimi anni: il monitoraggio della centrale di Zaporizhzhia in Ucraina, occupata dalle forze russe, e la sorveglianza del programma nucleare iraniano. Grossi è stato il primo capo di un’organizzazione internazionale a operare in territorio ucraino occupato durante il conflitto, attraversando più volte la linea del fronte. Ha incontrato Vladimir Putin a Mosca nel 2022 e il ministro degli Esteri russo Lavrov nel marzo 2026, dimostrando una disponibilità al dialogo con tutti gli attori, anche i più ostili. Alla domanda su come si comporterebbe da segretario generale, la sua risposta è diretta: “Non aspetterei che gli stati membri mi dessero istruzioni. Agirei prima.”

Sul nucleare civile, Grossi ha costruito un consenso internazionale attorno al ruolo dell’energia atomica nella transizione energetica. Alla Chatham House e al Council on Foreign Relations, dove ha presentato la sua candidatura ad aprile 2026, ha ribadito che i 440 reattori in funzione nel mondo operano in modo sicuro e che la guerra, non la tecnologia nucleare, è l’aberrazione da combattere. La sua visione di un’ONU “più efficace, snella e orientata ai risultati” trova eco tra chi chiede una riforma profonda dell’organizzazione. Grossi non intende lasciare il ruolo all’IAEA durante la campagna elettorale, una scelta che ha suscitato qualche critica per i potenziali conflitti di interesse, ma che gli garantisce visibilità continua sui dossier geopolitici più delicati.

La decisione finale spetta al Consiglio di Sicurezza, dove i cinque membri permanenti — Stati Uniti, Cina, Russia, Regno Unito e Francia — hanno potere di veto. Grossi ha già incontrato i vertici diplomatici di Washington, Mosca e Pechino. Il Consiglio di Sicurezza avvierà la selezione formale entro la fine di luglio 2026. Se eletto, Grossi diventerebbe il secondo latinoamericano a guidare l’ONU dopo il peruviano Javier Pérez de Cuéllar, e il primo segretario generale con una formazione professionale interamente dedicata al nucleare. Per l’energia atomica, avere un alleato convinto al vertice del sistema multilaterale globale non è un dettaglio secondario.

Tag: Sicurezza energetica Transizione energetica

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