Il Canadian Nuclear Isotope Council (CNIC) ha annunciato il primo contributo ufficiale del Canada all’iniziativa IAEA Rays of Hope, il programma dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica che punta ad ampliare l’accesso alle cure oncologiche nei paesi a basso e medio reddito. Non si tratta di un assegno, ma di formazione concreta: competenze, laboratori e strutture messe a disposizione dell’America Latina.
Dal 8 al 14 novembre 2026, ventisei professionisti provenienti da Argentina, Brasile, Cile e Messico parteciperanno a un programma di formazione ospitato presso Bruce Power e i laboratori della McMaster University in Ontario. Il curriculum copre la produzione di isotopi e radiofarmaceutici, il controllo qualità e la conformità normativa, alternando lezioni teoriche ad attività pratiche in strutture operative. È un trasferimento di know-how diretto, costruito sulla catena produttiva canadese già in funzione.
Il direttore generale dell’IAEA, Rafael Mariano Grossi, ha definito l’iniziativa del CNIC “Atoms for Peace in action”, sottolineando come la collaborazione tra settore privato, accademico e istituzionale sia il cuore di Rays of Hope. L’annuncio segue un incontro avvenuto a febbraio 2026 a Vienna tra la presidenza del CNIC, Grossi e l’ambasciatore canadese presso le organizzazioni internazionali, Alison Grant, in cui erano stati discussi i termini del contributo. Una traiettoria costruita nel tempo: già a marzo 2025 il CNIC e l’IAEA avevano firmato accordi operativi per definire il quadro di collaborazione.
Il contesto che motiva l’iniziativa è ben documentato. I paesi a basso e medio reddito registrano oltre il 70% delle morti per cancro a livello globale, ma ricevono solo il 5% della spesa complessiva del settore. Rays of Hope punta a colmare questo divario distribuendo apparecchiature per radioterapia, formazione medica e supporto tecnico. Dal 2022 a oggi, più di venti paesi hanno contribuito all’iniziativa con oltre 105 milioni di dollari, raggiungendo più di trenta nazioni. Il Canada entra con un approccio diverso: contributi in natura, fondati sulla propria tradizione nella produzione di radioisotopi medici.
Il CNIC è un’organizzazione indipendente e senza scopo di lucro che rappresenta l’industria canadese degli isotopi, storicamente tra le più avanzate al mondo. La sua visione dichiarata è raddoppiare la produzione di isotopi in Canada entro il 2030, combinando crescita domestica e proiezione internazionale. Questo primo contributo a Rays of Hope non è un gesto isolato, ma l’applicazione pratica di quella strategia: usare le infrastrutture canadesi per formare regolatori e tecnici nei paesi che ne hanno più bisogno, creando capacità locali durature.
Se il modello funziona, potrebbe diventare un template replicabile. La formazione ospitata a Bruce Power e McMaster non richiede finanziamenti diretti in denaro, ma valorizza ciò che il Canada ha già: reattori attivi, università specializzate, una filiera degli isotopi medici collaudata. È un modo di esportare competenza nucleare che può precedere, e in certi casi sostituire, investimenti infrastrutturali pesanti. Per i paesi latinoamericani coinvolti, il valore è immediato: tornare a casa con personale formato, protocolli acquisiti, e una rete di contatti nel paese che produce buona parte degli isotopi medici usati nel mondo.



