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Kaleidos: il reattore nucleare da 1 MW in un container, prodotto in serie nel Tennessee

Radiant costruirà a Oak Ridge, Tennessee, la prima fabbrica al mondo per la produzione in serie di microreattori nucleari portatili. Il modello Kaleidos da 1 megawatt entra in un container standard e può viaggiare su strada, rotaia, nave o aereo.

Kaleidos: il reattore nucleare da 1 MW in un container, prodotto in serie nel Tennessee

Una fabbrica nucleare nel Tennessee, 50 reattori l’anno, ognuno che entra in un container da spedizione standard. Radiant, startup californiana con sede a El Segundo, ha scelto Oak Ridge — lo stesso sito del Progetto Manhattan — per costruire quello che vuole essere il primo stabilimento al mondo dedicato alla produzione in serie di generatori nucleari portatili. Il nome scelto per la fabbrica è R-50, in omaggio tanto all’obiettivo produttivo quanto alla storia del luogo.

Il prodotto è il Kaleidos: un microreattore da 1 megawatt elettrico raffreddato a elio, con nucleo in grafite e combustibile TRISO — particelle di uranio a basso arricchimento racchiuse in strati ceramici resistenti a temperature estreme. Generatore, sistema di raffreddamento, reattore e schermatura radiologica sono tutti racchiusi in un unico container. Si carica su un camion, su un treno, su una nave o su un aereo cargo. Niente acqua nel circuito di raffreddamento, nessuna infrastruttura fissa richiesta, un’unica carica di combustibile che dura cinque anni. L’obiettivo dichiarato è rimpiazzare i generatori diesel ovunque la rete elettrica non arrivi o non sia affidabile.

Il Dipartimento per lo Sviluppo Economico del Tennessee ha annunciato un investimento da 280 milioni di dollari e la creazione di 175 posti di lavoro nella contea di Roane. Radiant è la sesta azienda ad insediarsi in Tennessee grazie al Nuclear Energy Fund statale, un fondo da 70 milioni di dollari accumulato in più sessioni legislative successive. La costruzione dello stabilimento R-50 è prevista per l’inizio del 2026, con la prima consegna commerciale di un Kaleidos prodotto in serie fissata al 2028. Il mercato puntato è ampio: basi militari, data center remoti, comunità isolate, scenari di risposta alle catastrofi. Radiant ha già dichiarato alla Nuclear Regulatory Commission lettere di intento superiori ai 10 miliardi di dollari.

Il contesto non potrebbe essere più favorevole. I test al National Reactor Innovation Center dell’Idaho National Laboratory procedono: Radiant punta a portare il reattore a piena potenza termica e a dimostrare 150 ore di funzionamento autonomo, un passo oltre i test a potenza zero già completati da altri concorrenti. Sul fronte normativo, il decreto esecutivo firmato da Trump a maggio 2025 ha spinto il Dipartimento dell’Energia ad accelerare le procedure di autorizzazione per i reattori avanzati. L’obiettivo del governo era raggiungere la criticità con almeno tre nuovi reattori entro il 4 luglio 2026 — traguardo centrato. Radiant non era tra i tre che hanno raggiunto la criticità a zero potenza entro quella data, ma il calendario di test rimane attivo.

La logica dietro a tutto questo è semplice. Un megawatt è poco: alimenta circa 800-1000 abitazioni, o una sala server di medie dimensioni. Ma se si possono produrre cinquanta unità l’anno e affiancarle in configurazioni multiple, la potenza aggregata diventa rilevante — senza aspettare anni per allacciamenti alla rete o permessi edilizi di grandi impianti. È la stessa logica che ha reso la produzione modulare attraente nell’industria aerospaziale: economie di serie, non di scala. Il Kaleidos non compete con un impianto da 300 megawatt. Compete con un generatore diesel e con anni di attesa per un cavo ad alta tensione. Se la fabbrica R-50 raggiunge i ritmi previsti, il modello potrebbe riscrivere le regole della distribuzione energetica in zone dove oggi l’alternativa è il fossile o il niente.

Tag: Sicurezza energetica SMR (Small Modular Reactors)

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