Home Fusione La Cina inserisce la fusione nucleare…
Fusione

La Cina inserisce la fusione nucleare tra le priorità del piano 2026-2030

Il 15° Piano Quinquennale cinese (2026-2030) eleva la fusione nucleare controllata a tecnologia di frontiera, affiancandola a quantum computing e semiconduttori. Pechino ha già investito oltre 6,5 miliardi di dollari nel settore dal 2023 e punta a un reattore operativo entro il 2030.

La Cina inserisce la fusione nucleare tra le priorità del piano 2026-2030

La fusione nucleare controllata entra ufficialmente tra le otto aree tecnologiche di sviluppo prioritario del 15° Piano Quinquennale cinese, il documento che definisce gli obiettivi strategici di Pechino per il periodo 2026-2030. Il piano, approvato dal Congresso Nazionale del Popolo a marzo 2026, nomina la fusione tra le tecnologie di frontiera assieme all’intelligenza artificiale, al quantum computing e ai semiconduttori avanzati.

Il Ministro della Scienza e della Tecnologia Yin Hejun ha chiarito, in una conferenza stampa dell’Ufficio Informazioni del Consiglio di Stato, che la ricerca di base sarà organizzata attorno a settori come la matematica applicata, la biologia sintetica, il genoma dei materiali e la fusione nucleare controllata. Ha anche indicato la necessità di accelerare l’applicazione dell’intelligenza artificiale nella ricerca scientifica. Il contesto è quello di un paese che nel 2025 ha superato per la prima volta la media OCSE nella spesa in ricerca e sviluppo: 3,92 trilioni di yuan investiti, pari a circa 582 miliardi di dollari, ovvero il 2,8% del PIL.

Sul fronte della fusione, la Cina non si limita alle dichiarazioni. Dal 2023 il paese ha stanziato oltre 6,5 miliardi di dollari in questo campo. Sono in costruzione nuovi impianti di ricerca e sviluppo, tra cui il BEST (Burning Plasma Experimental Superconducting Tokamak). L’obiettivo dichiarato è avere un reattore a fusione operativo entro il 2030, con l’avvio della commercializzazione dell’energia da fusione previsto per il 2035. Il piano definisce esplicitamente queste iniziative come “misure straordinarie” per conquistare traguardi in un settore considerato centrale nella competizione tecnologica globale.

L’Accademia Cinese delle Scienze ha allineato le proprie priorità a quelle del piano nazionale, inserendo la fusione controllata tra i campi strategici ad alta tecnologia che comprendono ottoelettronica, spazio, oceano, energia e materiali avanzati. Il quadro che emerge è quello di un paese che legge la fusione non solo come fonte energetica del futuro, ma come leva per la competitività industriale e la proiezione geopolitica. Non a caso, il piano pone esplicitamente la fusione accanto alla tecnologia quantistica e all’IA, le aree in cui il confronto con gli Stati Uniti è più diretto. Washington, attraverso la Genesis Mission lanciata nel novembre 2025, ha identificato a sua volta fusione ed energia nucleare avanzata tra le aree di ricerca prioritarie.

Il 15° Piano Quinquennale delinea 28 grandi progetti nazionali, distribuiti tra l’aggiornamento dell’infrastruttura industriale, lo sviluppo di industrie emergenti e il superamento dei colli di bottiglia tecnologici. La fusione nucleare figura nell’area delle tecnologie di frontiera, accanto ai chip AI ad alte prestazioni e ai computer quantistici general-purpose. Se i tempi dichiarati venissero rispettati, la Cina diventerebbe il primo paese al mondo a portare la fusione a scala operativa, ridefinendo i rapporti di forza nell’energia pulita globale per i decenni a venire.

Tag: Sicurezza energetica Transizione energetica

Articoli simili