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ROTH Capital lancia a New York la prima conferenza sul nucleare emergente

Il 1° ottobre 2026, ROTH Capital Partners riunisce a New York investitori istituzionali e aziende nucleari — dall’estrazione di uranio alla fusione — per la prima edizione della sua conferenza dedicata alle tecnologie nucleari emergenti. Un segnale concreto dell’interesse crescente dei mercati finanziari verso l’intero settore.

ROTH Capital lancia a New York la prima conferenza sul nucleare emergente

ROTH Capital Partners porta il nucleare a Wall Street. Il 1° ottobre 2026, la banca d’investimento ospita al 1 Hotel Central Park di New York la prima edizione dell’Emerging Nuclear Technology Conference, una giornata intera di incontri tra investitori istituzionali e aziende che operano lungo tutta la filiera del settore: dall’estrazione dell’uranio alla fusione, passando per i reattori modulari, i microreattori e la gestione del combustibile irraggiato.

Il programma è denso. La giornata apre alle 8:40 con il keynote di Jay Yu, fondatore e presidente esecutivo di NANO Nuclear Energy (Nasdaq: NNE). Seguono sessioni di incontri individuali e in piccoli gruppi dalle 9 a mezzogiorno e dalle 13:30 alle 16:00. A pranzo, una tavola rotonda con fireside chat moderata da Craig Irwin, Managing Director e Senior Research Analyst per la Sostenibilità di ROTH. La conferenza è su invito, con accesso soggetto ad approvazione.

Tredici le aziende confermate al 28 settembre 2026. Sul fronte dell’estrazione, figurano Anfield Energy, attiva su progetti uranio e vanadio in Utah, Colorado, Arizona e New Mexico, e Denison Mines, concentrata sul bacino di Athabasca in Saskatchewan con il progetto Wheeler River. Jaguar Uranium Corp. sviluppa asset uraniferi in Argentina e Colombia, mentre Uranium Energy Corp. produce uranio negli Stati Uniti tramite piattaforme ISR in Wyoming e Texas meridionale. Sul versante del ciclo del combustibile, Centrus Energy Corp. produce HALEU — uranio ad alto tenore arricchito — nell’impianto di Piketon, Ohio, un materiale essenziale per i reattori di nuova generazione.

L’iniziativa segnala qualcosa di preciso: il capitale istituzionale guarda al nucleare con attenzione crescente, e non solo ai grandi operatori consolidati. La struttura stessa della conferenza — aziende pubbliche e private, dall’upstream minerario fino alla fusione — riflette una filiera che si sta riorganizzando per rispondere a una domanda energetica in rapida espansione. Jesse Pichel, Co-Head of Sustainability Investment Banking di ROTH, ha osservato che i reattori modulari potrebbero trasformare impianti complessi in prodotti costruiti in fabbrica e replicabili su larga scala. È una lettura che orienta l’interesse degli investitori verso modelli di business più prevedibili e scalabili rispetto al nucleare tradizionale.

Sullo sfondo c’è la questione energetica legata all’intelligenza artificiale. I data center consumano quantità di elettricità che le reti faticano a soddisfare con le fonti esistenti, e il nucleare — sia nella forma degli SMR che dei microreattori — è sempre più citato come risposta concreta. La conferenza di ROTH non è un forum accademico: è un evento dove si stringono accordi e si allocano capitali. Che una banca d’investimento di questo profilo dedichi un’intera giornata al settore, con una line-up che copre ogni segmento della catena del valore, è un indicatore del cambio di passo in corso nei mercati finanziari internazionali.

Tag: SMR (Small Modular Reactors) Uranio

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