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Renaissance Nuclear nasce dalla fusione DAAQ-Titan Strategics: vale 318 milioni di dollari

Digital Asset Acquisition Corp. e Titan Strategics Holdings annunciano una fusione da 318 milioni di dollari per riportare in vita la miniera di uranio di Ranstad, in Svezia. La nuova società, Renaissance Nuclear, punta alla quotazione su Nasdaq o NYSE entro il 2027.

Renaissance Nuclear nasce dalla fusione DAAQ-Titan Strategics: vale 318 milioni di dollari

Digital Asset Acquisition Corp. (Nasdaq: DAAQ) e Titan Strategics Holdings hanno firmato un accordo di fusione che darà vita a Renaissance Nuclear, Inc., una nuova società quotata con un valore d’impresa pro-forma di 318 milioni di dollari. L’operazione mette al centro la miniera di Ranstad, nel distretto uranifero di Billingen, nella Svezia centro-meridionale: la più grande miniera di uranio precedentemente in produzione del paese.

I termini finanziari sono definiti. La transazione dovrebbe generare circa 65 milioni di dollari di proventi lordi, ipotizzando l’assenza di riscatti da parte degli azionisti DAAQ, e include un investimento PIPE in capitale ordinario per un minimo di 15 milioni di dollari già garantito. Gli azionisti di Titan riceveranno 25 milioni di azioni della società combinata e deterranno circa il 70% del capitale, al netto di warrant e azioni di compensazione. La chiusura dell’operazione è attesa per l’inizio del 2027, subordinata alle approvazioni regolamentari e degli azionisti. La nuova società dovrebbe essere quotata su Nasdaq o NYSE.

Titan Strategics detiene due licenze di esplorazione, Billingen nr 100 e Billingen nr 200, che coprono complessivamente circa 207 km² del distretto di Billingen. Le licenze sono state concesse dallo Swedish Mining Inspectorate il 16 gennaio 2025, hanno validità fino al 16 gennaio 2028 e possono essere rinnovate ai sensi dello Swedish Minerals Act. Il sito include l’ex miniera di Ranstad, operativa dal 1965 al 1969, costruita originariamente da AB Atomenergi, la società statale dietro il primo reattore nucleare svedese, e in seguito co-gestita da LKAB. L’uranio giace in uno strato piano di scisto aluminoso che si estende per chilometri sotto l’altopiano.

Il contesto geopolitico spinge il progetto. La Svezia ha rimosso il divieto sull’uranio e l’Europa cerca attivamente di ridurre la dipendenza dalle importazioni di combustibile nucleare russo. La domanda globale di uranio cresce, trainata anche dall’espansione dell’intelligenza artificiale che aumenta il fabbisogno energetico dei data center. Titan intende sfruttare i dati di esplorazione storici già disponibili per accelerare la definizione di una risorsa mineraria certificata, con infrastrutture stradali e ferroviarie già presenti nei pressi del sito.

La guida operativa della nuova società è affidata a Adam Clode, nominato Executive Chairman, con oltre 25 anni di esperienza nel portare progetti minerari dalla definizione della risorsa alla produzione. I co-presidenti di DAAQ, Pete Ort e Jeff Tuder, portano più di 30 anni di esperienza in investimenti e operazioni SPAC. Se la fusione sarà completata nei tempi previsti, Renaissance Nuclear diventerà il primo veicolo quotato dedicato all’esplorazione uranifera in Svezia, in un momento in cui l’Europa cerca con urgenza fonti domestiche di combustibile per il nucleare civile.

Tag: Sicurezza energetica Uranio

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