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Trump Media e TAE Technologies: fusione da 6 miliardi per la fusione nucleare

Trump Media & Technology Group e TAE Technologies hanno annunciato una fusione aziendale interamente in azioni da oltre 6 miliardi di dollari, con l’obiettivo di costruire la prima centrale a fusione nucleare di scala commerciale. L’accordo punta a rendere gli Stati Uniti leader energetici globali nell’era dell’intelligenza artificiale.

Trump Media e TAE Technologies: fusione da 6 miliardi per la fusione nucleare

Trump Media & Technology Group e TAE Technologies hanno firmato un accordo definitivo di fusione interamente in azioni, valutato oltre 6 miliardi di dollari. L’annuncio è arrivato il 18 dicembre 2025 e ha immediatamente fatto impennare le azioni di Trump Media in borsa, con un rialzo del 33-35% nei primi scambi della giornata.

I termini dell’accordo prevedono che gli azionisti di ciascuna società detengano circa il 50% della società combinata su base diluita. La nuova entità sarà quotata in borsa e diventerà una delle prime società di fusione nucleare ad avere accesso ai mercati pubblici dei capitali. Devin Nunes, presidente e CEO di Trump Media, e Michl Binderbauer, CEO di TAE Technologies, guideranno insieme la società risultante in qualità di co-CEO. La holding manterrà sotto di sé Truth Social, Truth+, Truth.Fi, TAE e le sue controllate TAE Power Solutions e TAE Life Sciences.

Il piano operativo è preciso. La società combinata intende individuare il sito e avviare la costruzione della prima centrale a fusione nucleare di scala commerciale nel 2026, soggetta alle approvazioni regolamentari necessarie. L’impianto pilota è dimensionato a 50 megawatt elettrici. I piani successivi prevedono centrali da 350 a 500 megawatt. TAE ha già avviato sopralluoghi in diversi stati americani, tra cui Alabama, Ohio e Texas, valutando infrastrutture, connessione alla rete elettrica e disponibilità di manodopera.

TAE Technologies è attiva dal 1998 e ha costruito e operato cinque reattori a fusione. Ha raccolto oltre 1,3 miliardi di dollari di capitale privato da investitori come Google, Chevron Technology Ventures, Goldman Sachs e Sumitomo Corporation of Americas. Detiene circa 1.600 brevetti. Ad aprile 2025, la società ha pubblicato su Nature Communications risultati sperimentali che dimostrano un approccio semplificato alla formazione del plasma — tramite iniezione di fasci neutri — capace di ridurre la complessità e i costi del reattore, consentendo a TAE di saltare una generazione di macchine e passare direttamente allo sviluppo del suo primo impianto commerciale, denominato Da Vinci. L’accordo con Trump Media era motivato proprio dall’accesso al capitale: Binderbauer ha dichiarato che la tecnologia era pronta, mancava solo la disponibilità finanziaria per portarla alla scala commerciale.

La fusione nucleare produce energia combinando atomi leggeri — lo stesso processo che avviene nel Sole — senza generare scorie radioattive a lunga vita, a differenza della fissione convenzionale. La domanda di energia spinta dall’intelligenza artificiale ha riportato l’interesse del settore tecnologico sulla fusione: Google, che ha investito in TAE, è tra le aziende che cercano fonti energetiche affidabili per i propri data center. In parallelo, TAE ha costituito con la UK Atomic Energy Authority la joint venture TAE Beam UK, con sede al Culham Campus nel Regno Unito, per commercializzare la tecnologia dei fasci neutri sia per applicazioni di fusione che per altri settori industriali.

Se l’accordo si chiuderà come previsto nella prima metà del 2026, la società risultante rappresenterà un esperimento inedito: un’azienda mediatica che si trasforma in operatore energetico con ambizioni di produzione a scala di rete. La vera verifica arriverà con la scelta del sito e l’avvio concreto dei lavori. A quel punto si vedrà se la fusione tra capitali e tecnologia reggerà alla prova del cantiere.

Tag: Sicurezza energetica Transizione energetica

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