La Nuclear Regulatory Commission degli Stati Uniti ha pubblicato una proposta di regola che rimuove dai propri regolamenti il principio ALARA — acronimo di “as low as reasonably achievable” — sostituendolo con soglie di dose determinate e fisse. È una delle riforme più attese dal settore nucleare americano, in vigore nella forma attuale dagli anni Settanta.
Il principio ALARA imponeva agli operatori di centrali nucleari, strutture mediche e università di mantenere l’esposizione alle radiazioni al livello più basso ragionevolmente ottenibile, andando cioè ben al di sotto dei limiti legali già in vigore. La stessa NRC ha dichiarato di aver stabilito che l’ALARA “come aspettativa regolatoria separata può generare costi e complessità aggiuntivi senza un beneficio misurabile per la sicurezza”. Al suo posto, la NRC propone di adottare un sistema che considera più efficiente sotto il profilo dei costi e meno complesso, basato sui limiti di dose federali già esistenti.
La riforma nasce dall’Ordine Esecutivo 14300, firmato da Donald Trump il 23 maggio 2025. L’obiettivo dichiarato è espandere la capacità nucleare americana dagli attuali circa 100 gigawatt fino a 400 gigawatt entro il 2050. L’ordine esecutivo criticava il modello LNT (linear no-threshold), su cui si fonda l’ALARA, definendo questi modelli privi di “basi scientifiche solide” e capaci di produrre risultati irrazionali, come richiedere alle centrali di proteggersi da livelli di radiazione inferiori a quelli naturali. In risposta, la NRC ha elaborato una proposta di regola che mantiene il modello LNT per valutare il rischio, ma rimuove il requisito operativo dell’ALARA.
Il cambio di rotta non riguarda solo le centrali. La revisione si applica agli oltre 50 reattori commerciali operativi e alle circa 10 strutture del ciclo del combustibile, ma coinvolge anche ospedali e università che utilizzano materiali radioattivi. Per i nuovi reattori e gli SMR, l’impatto è ancora più diretto: il presidente della NRC, Ho K. Nieh, ha dichiarato di non attendersi grandi cambiamenti nelle operazioni degli impianti esistenti, mentre l’effetto sarà maggiore sulle tecnologie nuove. Nieh ha aggiunto che i progettisti delle nuove tecnologie stanno cercando di colpire un bersaglio mobile, e che la nuova struttura normativa porrà rimedio a questa incertezza. Il presidente della NRC ha respinto l’idea che si tratti di un allentamento della sicurezza: ha dichiarato che l’agenzia sta “alzando lo standard della chiarezza normativa, non abbassando lo standard della sicurezza”, precisando che i limiti di dose rimangono invariati e che ciò che si elimina è l’ambiguità non necessaria.
L’industria nucleare lamentava da tempo che l’ALARA, nella sua applicazione pratica, si fosse trasformata in un principio di minimizzazione assoluta dell’esposizione. Diversi gruppi del settore sostenevano che il principio fosse diventato equivalente a “il più basso possibile”, con costi significativi per ridurre le radiazioni a livelli inferiori a quelli necessari per tutelare la salute. La stessa NRC ha preparato un’analisi regolatoria che conclude come la regola proposta genererebbe risparmi netti per l’industria, per i regolatori degli stati convenzionati e per l’agenzia stessa. Il Dipartimento dell’Energia aveva già mosso in questa direzione: aveva riscritto i propri regolamenti in modo analogo l’anno scorso, senza un processo pubblico di rulemaking, con norme applicabili ai propri reattori e a quelli gestiti da appaltatori esterni al sistema dei laboratori nazionali.
Con la regola ora aperta alla consultazione pubblica, il percorso verso l’approvazione definitiva è avviato. Le regole finali sono attese per novembre, secondo quanto comunicato dai relatori alla riunione pubblica dell’agenzia. Per i progettisti di nuovi reattori modulari e di microreattori, l’ordine esecutivo prevede anche un percorso accelerato per approvare i design già testati dal Dipartimento della Difesa o dall’Energia, oltre a un processo di licenza ad alto volume per reattori modulari e microreattori con domande standardizzate. La traiettoria è chiara: meno ambiguità regolatoria, limiti certi, tempi definiti. Il nucleare americano ha bisogno di certezze per costruire, e questa riforma ne offre alcune concrete.




