Il reattore Changjiang-3, prima unità Hualong One della provincia insulare di Hainan, ha avviato l’esercizio commerciale. Con questo traguardo la Cina porta a 61 il numero di impianti nucleari in operazione commerciale sul proprio territorio, consolidando la posizione di primo paese al mondo per capacità nucleare in costruzione.
L’unità è la terza della centrale Changjiang e la prima delle due da 1.200 megawatt previste nella Fase II del progetto, gestito da China Huaneng Group. La costruzione era iniziata nel marzo 2021. Il reattore aveva raggiunto la prima criticità a luglio 2026 e si era collegato alla rete elettrica all’inizio di agosto, dopo una serie di test di collaudo e verifica delle prestazioni. Il percorso dall’avvio cantiere all’esercizio commerciale si è quindi chiuso in poco più di cinque anni, un ritmo che la Cina ha ormai standardizzato per questa famiglia di reattori.
Lo Hualong One, noto sui mercati internazionali come HPR1000, è un reattore ad acqua pressurizzata di terza generazione sviluppato congiuntamente da China National Nuclear Corporation (CNNC) e China General Nuclear Power Group (CGN). Il progetto integra caratteristiche del design ACP1000 di CNNC e dell’ACPR1000+ di CGN, entrambi derivati dalla tecnologia francese M310. È oggi la tecnologia di punta dell’industria nucleare cinese, destinata sia al mercato interno sia all’export — Pakistan docet, con due unità HPR1000 già in piena operazione a Karachi.
Quando anche la quarta unità di Changjiang entrerà in servizio, le due macchine produrranno complessivamente circa 18 miliardi di kilowattora l’anno, abbastanza da alimentare milioni di abitazioni. Il risparmio stimato in combustibili fossili supera i 6 milioni di tonnellate equivalenti di carbone all’anno. Per Hainan, Free Trade Port con ambizioni di decarbonizzazione accelerata, l’apporto è diretto: la centrale Changjiang è l’unica fonte nucleare dell’isola e la sua espansione riduce strutturalmente la dipendenza dal carbone e dal gas importato via continente.
Il contesto più ampio racconta di una pipeline senza equivalenti: nel 2025 il Consiglio di Stato cinese ha approvato otto nuove unità Hualong One su sei siti diversi, e nel 2026 ne ha autorizzate altre sei tra Hualong One e la versione aggiornata Hualong One 2.0. Lo stesso sito di Changjiang ospita anche il progetto Linglong One, un reattore modulare di piccola taglia da 100 megawatt che punta all’avvio nello stesso anno. Se Changjiang-3 è un passo atteso, il quadro d’insieme mostra una strategia industriale che non lascia spazio a pause.




