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IBM simula materiali per la fusione: prima volta su computer quantistico

IBM, Oak Ridge National Laboratory e Cleveland Clinic hanno completato le prime simulazioni al mondo di materiali per la fusione nucleare su un computer quantistico. Il traguardo riguarda il FLiBe, il sale fuso chiave per la produzione di trizio, combustibile essenziale per i reattori a fusione.

IBM simula materiali per la fusione: prima volta su computer quantistico

IBM, Oak Ridge National Laboratory e la Cleveland Clinic hanno calcolato per la prima volta nove configurazioni molecolari del FLiBe — un sale fuso composto da fluoro, litio e berillio — usando un computer quantistico. È il primo caso documentato al mondo di simulazioni di questo tipo applicate alla ricerca sulla fusione nucleare, pubblicato su arXiv il 29 giugno 2026.

Il FLiBe è uno dei materiali candidati più promettenti per estrarre trizio dai reattori a fusione. Il trizio è un isotopo raro dell’idrogeno, indispensabile come combustibile nella maggior parte delle macchine a fusione proposte oggi. Il problema è semplice da enunciare e difficilissimo da risolvere: garantire forniture sufficienti di trizio è da decenni uno dei principali ostacoli al funzionamento su larga scala dei reattori a fusione. Modellare chimicamente il FLiBe con i computer classici è computazionalmente proibitivo quando si scala la complessità del sistema. La chimica coinvolta nell’estrazione del trizio dal sale fuso è talmente complessa che i metodi tradizionali non riescono a descriverla con accuratezza, e gli esperimenti fisici sul FLiBe richiedono energia enorme e attrezzature specializzate.

Il team ha utilizzato il processore quantistico Heron da 156 qubit di IBM integrato con l’infrastruttura di supercalcolo di Oak Ridge, in un approccio definito quantum-centric supercomputing: i circuiti quantistici gestiscono le parti del problema che si prestano a questo tipo di calcolo, mentre i sistemi classici lavorano sul resto. Questa architettura ibrida ha permesso di determinare con maggiore precisione la struttura elettronica del FLiBe e il modo in cui i suoi atomi si legano al trizio a livello molecolare fondamentale. In pratica, i ricercatori sono riusciti a identificare le proprietà di legame del trizio in ciascuna delle nove configurazioni — informazioni che con i soli computer classici sarebbero rimaste inaccessibili.

Il lavoro si inserisce nella Genesis Mission del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, che punta a integrare supercalcolo, intelligenza artificiale e calcolo quantistico per accelerare la ricerca scientifica strategica. IBM è uno dei partner industriali della missione. Il risultato si aggiunge a una serie di traguardi raggiunti nel 2026 dai sistemi quantistici IBM: simulazione di materiali magnetici reali, creazione di una molecola mezza-Möbius mai osservata prima, modellazione di proteine biologiche fino a 12.635 atomi. La fusione è il passo successivo in questa progressione verso applicazioni scientifiche concrete.

La collaborazione è destinata a continuare. L’obiettivo a breve termine è ridurre la latenza nel trasferimento di dati tra risorse quantistiche e classiche e scalare le simulazioni a sistemi molecolari più grandi. L’orizzonte più ambizioso è che l’intero ecosistema della fusione energetica possa usare direttamente questo tipo di simulazioni per progettare e verificare i propri materiali senza dover ricorrere a esperimenti fisici costosi. Se questo percorso regge, il calcolo quantistico diventa uno strumento di progettazione per i reattori a fusione del futuro — non un complemento ai test di laboratorio, ma un loro parziale sostituto.

Tag: Sicurezza energetica Transizione energetica

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