ORLEN ha firmato il 3 settembre 2026 un accordo con altri 13 operatori energetici dell’Europa settentrionale e centrale per dar vita alla Baltic Energy Initiative, una piattaforma di cooperazione che mette gli small modular reactor tra le priorità concrete del programma. L’accordo riunisce quattordici firmatari provenienti da Polonia, Finlandia, Svezia, Danimarca, Germania, Lituania, Lettonia, Estonia e Norvegia.
I partner coinvolti sono nomi di peso: Eesti Energia, Enefit, Fortum, KN Energies, DNV Energy Systems, Topsoe, Siemens Energy, Adven, Steady Energy, P2X Solutions, Latvenergo, Gasgrid Finland e Ørsted. L’iniziativa è stata annunciata durante la Baltic Energy Conference a Varsavia. Il perimetro di lavoro copre eolico offshore, mercato GNL e BioGNL, idrogeno, cattura e stoccaggio della CO₂, nucleare e SMR. I gruppi intendono candidarsi congiuntamente a finanziamenti europei e internazionali, presentando posizioni comuni su regolamentazione e meccanismi di sostegno.
Per ORLEN, la partecipazione agli SMR non è una novità di facciata. Il gruppo polacco punta a mettere in servizio almeno due unità SMR da 0,6 GW complessivi entro il 2035, attraverso la controllata ORLEN Synthos Green Energy. Il reattore di riferimento è il BWRX-300 di GE Vernova, che ORLEN considera il design SMR più avanzato oggi disponibile. L’iniziativa baltica offre a questo piano una dimensione regionale: altri operatori portano competenze complementari, riducono i rischi finanziari delle singole aziende e aprono la strada a progetti transfrontalieri che nessun paese riuscirebbe ad affrontare da solo.
Il presidente e CEO di ORLEN, Ireneusz Fąfara, ha inquadrato la questione senza giri di parole: le sfide del settore energetico oggi sono troppo grandi per essere affrontate da singoli paesi o singole imprese. La piattaforma serve a mettere insieme competenze, infrastrutture e capacità di investimento per rafforzare la competitività del Mar Baltico. Un altro obiettivo dichiarato è la protezione delle infrastrutture critiche, tema che nell’area baltica ha acquisito urgenza concreta dopo i sabotaggi ai gasdotti sottomarini degli ultimi anni.
La Baltic Energy Initiative arriva in un momento in cui diversi paesi dell’Europa nordica stanno rivalutando il nucleare dopo anni di distanza. La Finlandia ha già un track record solido con Olkiluoto 3, la Svezia ha riaperto formalmente la strada a nuove centrali, e la Polonia attende il via libera definitivo per il suo primo impianto nucleare di grande taglia. Gli SMR si inseriscono in questo contesto come tecnologia complementare, adatta a mercati più piccoli o a siti distribuiti. Con quattordici operatori che condividono obiettivi, dati e accesso ai fondi UE, la Baltic Energy Initiative può accelerare le fasi di sviluppo che restano le più costose: autorizzazioni, progettazione di dettaglio e catena di fornitura.



